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Whiskey irlandese: Whiskey Live Dublin

Questa volta si scrive di whiskey. Organizzato da “The Celtic whiskey Shop”, il Whiskey Live Dublin si è tenuto al Dublin Castle Printworks il 25 novembre 2017.

La prima cosa che ho capito, da non intenditrice, è che si parte dal bicchiere. Appena entrata mi hanno consegnato il Túath con all’interno un foglio illustrativo nel quale leggo: “THE TÚATH – IRELAND IN A GLASS”. Nel retro del foglio viene precisato che il bicchiere è un’uguale combinazione di emozione e tecnicità (per chi volesse saperne di più www.tuathglass.ie).

Storie di whiskey irlandese

La seconda cosa che ho capito è che ogni whiskey racconta una storia.

È come se un particolare momento della tua vita venisse spremuto ed ogni suo dettaglio, ogni sua emozione, ogni suo profumo e gusto venissero concentrati in un liquido. Così nasce il whiskey.

Ogni stand raccontava una storia, ogni sguardo ti chiedeva di ascoltare, annusare ed assaggiare un momento di vita.
E così, ogni volta che il porgevo il bicchiere, era perchè quel momento di vita mi aveva incuriosita. Una storia vi veniva versata, un’aroma veniva annusata e poi gustata.

Passo così ad assaggiare un donut contente crema al whiskey, sorseggiando un’immancabile Dubliner, alla bianca crema al liquore e cioccolato Cool Swan, passando per il delicatamente speziato Writers Tears (che vinse nel 2013 agli Irish whiskey Awards come Best Irish Blend Under €50). Alla fine le diverse storie si sono un po’ confuse tra loro, creandone una unica e un pò sfuocata; ma due whiskey in particolare mi sono rimasti impressi: il Mad March Hare ed il Black Twist.

Whiskey irlandese: Mad March Hare, Black Twist

Una parte di uno stand attira la mia attenzione grazie ad una bianca teiera ed a piccole tazzine con un coniglio disegnato. Subito mi viene in mente Alice. Avvicinandomi scopro che il coniglio è proprio QUEL coniglio. Devo fermarmi!

Il Mad March Hare viene realizzato in Irlanda usando solo malto d’orzo. È prodotto secondo una ricetta (la numero 27) del famoso distillatore illegale Mooney, personaggio “bizzarro” a cui è stato dato il soprannome di “mad as a March hare”, riferendosi non alla storia di Alice ma bensì alle lepri irlandesi. Questo termine “as mad as a March hare”, viene usato per descrivere qualcuno che si eccita facilmente ed è imprevedibile.

Mooney usava il suo negozio di frutta e verdura come copertura per produrre il suo amato Poitín.

Questa volta non allungo il bicchiere perché quello che all’epoca veniva creato in gran segreto è contenuto nella teiera ed il trasparente liquido viene versato in quelle piccole tazze. L’aroma mi ricorda il limone, lo zenzero e un’immagine di un verde prato si staglia nella mia mente. Il sapore è dolce con note di cereali. (www.madmarchharepoitin.com)

Ancora in un altro mondo grazie al bianconiglio, vago un po’ incuriosita e un po’ assente tra i diversi stand, quando un profumo a me conosciuto mi riporta alla realtà: caffè.

Mi ritrovo così ad assaggiare il Black Twist, una nuova entrata nel mondo del whiskey.

Dopo anni di lavoro, Conor Coughlan è riuscito a realizzare quello che al mio palato si rivela lo sposalizio perfetto tra caffè freddo ed Irish whiskey. In un’intervista egli afferma:

“La mia sensazione iniziale era che esistesse un’opportunità per offrire al moderno bevitore di caffè un’esperienza più autentica del caffè in una bevanda alcolica”.

Racconta inoltre che lo scaffale del bar nel luogo in cui lavorava, era dominato da liquori altamente addolciti; mentre le tendenze del caffè e degli alcolici si muovevano verso sapori più autentici e lontano da una soverchiante dolcezza.

Ad un certo punto della sua vita, decide di lasciare il suo lavoro per iniziare a creare, da solo, quel qualcosa che nel tempo si sarebbe concretizzato nel Black Twist.

E tu te la immagini tutta la fatica, la ricerca, magari le notti in bianco passate a progettare e a bere caffè. Ma poi arriva. Arriva la soddisfazione e la certezza di aver creato un qualcosa di nuovo, reale ed apprezzato. (blacktwist.com)

Ed è con il sapore di caffè ed un retrogusto di whiskey che decido essere arrivato il momento di abbandonare (ma ci rivedremo il prossimo anno) il Whiskey Live Dublin.

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