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“Un toscano e l’Irlanda” – L’autobiografia di Massimo Giuntini

Abbiamo presentato Massimo Giuntini al nostro pubblico qualche mese fa, per parlare di uillean pipes e tanto altro, in una stimolante intervista.

Proprio in quella occasione, parlando dei suoi progetti futuri, ci aveva preannunciato “un libro sulla sua splendida vita”. Ed ora siamo qui per raccontarvelo, anzi per farvelo raccontare da lui; abbiamo infatti incontrato di nuovo Massimo per parlarne un po’ insieme (Senza bisogno di 7 domande 7…).

Massimo, “Un toscano e l’Irlanda” è un titolo che cattura inevitabilmente l’interesse dei nostri lettori; vuoi raccontarci di cosa parla in questa tua opera prima?

Si tratta, molto semplicemente, di una serie di aneddoti riguardanti la mia carriera musicale. Alcuni sono molto divertenti, altri più “importanti”, ma il tono è sempre piuttosto allegro. L’intenzione era quella, per così dire, di smitizzare un po’ la figura del musicista “famoso”, mostrando anche che non è sempre tutt’oro quello che luccica anche nei casi più fortunati, come ritengo che sia anche il mio.

Quanta Irlanda c’è fra le pagine di questa tua autobiografia?

L’Irlanda è comunque sempre presente, anche solo per lo strumento che ho scelto o che mi ha scelto, se preferite. C’è la storia di come tra mille peripezie sono arrivato a trovare Charles Roberts, di come ho faticato per imparare da solo, delle varie esperienze che ho avuto in Irlanda coi musicisti locali: alcune belle, altre… Vedrete da soli! C’è, soprattutto, tutta la mia gratitudine verso un paese ed un popolo che, grazie alla sua altissima considerazione della musica, mi ha realmente aperto gli occhi su cosa sono e cosa avrei dovuto fare.

A vedere il parterre de roi, come tu definisci l’elenco degli artisti con cui hai collaborato negli anni, in conclusione al tuo libro, c’è da rifarsi gli occhi; ma chi ama ascoltarti non si accontenta… A quando il tuo prossimo lavoro musicale?

Sono al lavoro già da tempo, se tutto va bene per la fine di Maggio dovrebbe uscire. Con sostanziali novità che vi farò sapere a tempo debito. Vi dico solo che sono molto contento di come sta venendo…

Ultima curiosità: quando ci siamo sentiti l’ultima volta ci hai parlato della tua “voglia secca di farmi un bel weekend in solitaria a Galway e dintorni”. Sei riuscito a realizzarlo nel frattempo?

No, purtroppo non ho ancora avuto modo. Ci sono progetti di viaggi in altre parti del mondo legati alla musica, non so quando potrò realizzare questo desiderio. Comunque Galway non scappa, prima o poi ce la faccio!

Grazie Massimo, credo proprio che ti incontreremo di nuovo, che sia in una libreria, a Galway, o di fronte ad un palco.

About Aindrèas Ridire

Amante d’Irlanda, viaggiatore per professione, viaggiatore per hobby, mastro libraio e topo di birreria, consumatore compulsivo di libri gialli e di Harp e Smithwick’s, afroirlandese nell’animo, ha lasciato il suo cuore in Donegal mentre il suo corpo vaga fra le strade del vino della Trinacria, si emoziona e studia al suono di violini, uilleann pipes, arpe, e bodhrán, innamorato della vita e della sua compagna per la vita.

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