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Un giorno sulle Isole Aran. O un altro

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Come per ciascuna fellowship che si rispetti, ciascuno dei componenti ha le sue tappe, i suoi tempi, il suo percorso. Su Inishmore ci arriveremo in tre ‘ondate’. Per cui questo è un post abbastanza dedicato, anche se in realtà vale per chiunque abbia solo un giorno di tempo da passare su Inishmore. Post dedicato, quindi a S&S, che nel loro primo viaggio in Irlanda avranno questo assaggio di Aran (F. & Co, invece, non ne hanno bisogno, perché F. è un veterano…). Partenza da Rossaveel con la prima nave, alle 10.30 di mattina. Per evitare la furia di Ahab, meglio muoversi per tempo ed essere lì mezz’ora prima. Rossaveel è uno di quei tipici luoghi d’Irlanda a basso coefficiente d’esistenza, quindi non ci sono problemi di parcheggio (per chi rimane più di un giorno: se siete in bici, tanto meglio: i marinai vi daranno una mano a caricarle sul traghetto)…

In circa 45 minuti arrivate a Killronan. A questo punto dovete decidere se utilizzare per muovervi un pulmino o un calesse. Meglio il pulmino: così il cavallo si stanca meno e voi avrete anche un po’ più di tempo – prezioso – a disposizione. Se non capite gli autisti/conducenti/pastori di cavalli che parlano tra loro non preoccupatevi più di tanto: probabilmente stanno parlando in Irlandese, non è il vostro Inglese che fa così schifo da non capir niente… Sarete portati fino a Na Seacht Teampaill, il sito delle Sette Chiese. Non ci sono più sette chiese, ma si tratta comunque del sito monastico più importante (per quel che ne resta) dell’Isola. Per arrivare percorrerete nella sua lunghezza gran parte dell’isola, con le pietraie a sinistra e il mare, e il Connemara al di là del mare, sulla destra. Probabilmente, anche se un po’ di sfuggita, vedrete delle foche. Dopo aver visitato le Sette Chiese il pulmino vi riporta a Cill Mhuirbhigh, Kilmurvey, il villaggio ai piedi del Creig su cui si trova Dún Aonghasa. Dal centro visite si sale la collina verso il grigio più grigio del ‘forte’, una passeggiata che non prepara allo shock della vista della scogliera, del mare così lontano e così vicino alla pietra squadrata (la tavola, la chiamano semplicemente gli Araniti) che segna la porzione più misteriosa del forte. Avrete un paio d’ore per sperimentare la vertigine, poi dovrete ridiscendere, per farvi riportare a Killronan. Lì vi godrete una pinta di Guinness guardando il molo, che troverete molto cambiato rispetto al momento del vostro arrivo perché nel frattempo la marea ‘sarà girata’. Tutto qui? Aspettate di scendere giù da Dún Aonghasa, prima di parlarne…
Oppure.
Oppure fate tutt’altro. Noleggiate immediatamente la bici e vi fiondate verso Killeany. Vi lasciate alle spalle il villaggio, alla vostra sinistra la pista d’atterraggio di Aer Arann, propseguite finché la strada non finisce. Attraversate il muretto sulla vostra destra (lascerete lì le bici) e cominciate a camminare sull’orlo del nulla, sull’orlo dell’Europa, sull’orlo dell’Occidente. Vedrete i puffing holes, da cui il mare che ha perforato la scogliera risale in spuma sulla pietraia. E arriverete alla tana del Verme, al Poll na bPéist. da lì Dún Aonghasa lo vedrete dal basso, e vedrete come sono piccoli, visti da lì, i turisti che hanno scelto la via più facile. State attenti quando siete al Poll na bPéist: è un posto in cui si rischia la vita, se non si fanno le cose giuste.

Dún Aonghasa

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Massimiliano "Q-ROB" Roveri writes on and about Internet since 1997. A philosopher lent to the IT world blogs, shares (and teaches how to blog and share) between Ireland and Italy.

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