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The Snapper @ Gate Theatre 2018 (ovvero ‘Bella Famiglia’ di Roddy Doyle a teatro): recensione

The Snapper, il secondo capitolo della Trilogia di Barrytown, è ora anche un’opera teatrale. Ecco le nostre impressioni e una dritta per saperne di più in proposito da Roddy in persona e dagli attori.

The Snapper 2018, Gate Theatre, Dublino: la scheda dello spettacolo

Il Cast

  • Mia Barry,
  • Niamh Branigan,
  • Alannah Browne,
  • Hazel Clifford,
  • Jason Cullen,
  • Simon Delaney,
  • Kayleigh Farrelly,
  • Hilda Fay,
  • Kate Gilmore,
  • Amy Macken,
  • Holly McGuinness,
  • Simon O’Gorman,
  • Abby Redmond,
  • Cameron Simpson,
  • Carmel Stephens
  • Amilia Stewart

La Produzione

  • Regia Róisín McBrinn
  • Set & Costumi Paul Wills
  • Luci Paul Keogan
  • Suono Sinéad Diskin
  • Coreografie Paula O’Reilly
  • Video Design Conan McIvor
  • Assistente alla direzione Mollie Molumby

The Snapper 2018, Gate Theatre, Dublino: la nostra recensione

Non ho avuto modo di vedere la versione teatrale (un musical, ovviamente) di The Commitments, mentre le opere esclusivamente teatrali di Roddy, Brown Bread e War, le avevo lette ma non mi avevano particolarmente colpito. Mi era piaciuto moltissimo, invece, il monologo ispirato dai due libri dedicati a Paula Spencer, creato da Giorgio Gallione e portato in scena con Marina Massironi a vestire benissimo i panni, non facili, di Paula.

È quindi con molta curiosità, sinceramente anche con qualche dubbio, che mi sono preparato a vedere la versione teatrale del secondo capitolo della Trilogia di Barrytown: tra l’altro, dei tre, il libro che mi piace meno.

Il fatto è che questo adattamento teatrale, “lavorato” dallo stesso Roddy Doyle…

Jaysus! It’s Grand!!

Ci si diverte e ci si commuove tanto quanto nel libro, mentre si gode di una esperienza che è, a tutti gli effetti, diversa, sia da quella del libro, sia da quella del film.

Inoltre, alcuni dei miei dubbi erano legati al fatto che i due protagonisti della versione cinematografica del 1993, Colm Meaney e Tina Kellegher, erano stati semplicemente perfetti, e sarebbero stati delle “facce” difficili da sostituire.

Ma Simon Delaney e Hazel Clifford sul palco non sono affatto accompagnati dai fantasmi del film: come il resto del cast sono lì, eccome se ci sono, a portarti in casa Rabbitte.

Così come sono assolutamente azzeccati gli espedienti necessari all’adattamento teatrale e di conseguenza a un cast senza comparse. Mentre a mio parere funziona benissimo far iniziare l’azione senza troppi preamboli (se non conoscete la trama, già alla prima battuta di Sharon si saprà tutto quello che c’è da sapere), funziona meno bene da un punto di vista di impatto emotivo la volontà di non far apparire in scena l’evento che dà inizio alla vicenda: un evento disturbante, che, se mostrato, avrebbe contestualizzato meglio, e contestualizzato per netto contrasto, l’umorismo che contraddistingue poi tutta l’opera.

Perché, sì: con The Snapper si ride molto, e si ride bene. A Roddy il merito di aver saputo cambiare il ritmo della pagina e il ritmo dello schermo (Roddy era l’autore anche della sceneggiatura del film) al linguaggio ancora differente del teatro, pur mantenendo in maniera perfetta il passo delle conversazioni, quel botta e risposta musicale “da pub” che costantemente si prende gioco di sé stesso, tra un ride (ma qui si pronuncia roid) un Jaysus! e un fuck (ma qui si pronuncia fock).

Se siete a Dublino, se amate la dublinesità, non perdetevi The Snapper. E se ci siete il 30 luglio, non perdetevi l’occasione di incontrare Roddy Doyle!

Incontro con Roddy Doyle  e il Cast di The Snapper

Il 30 luglio alle 22.20, presso il Gate Theatre, sarà possibile incontrare il cast della commedia e Roddy. Sarà presente anche la direttrice del Gate, Selina Cartmell, e sarà possibile porre domande via Twitter, utilizzando #SnapperQuestions.

About maxorover

Max O’Rover is the pen name of Massimiliano ‘Max’ Roveri. He started writing about Ireland in 2008, after nearly a decade of fascination with the country. He now lives in Dublin, not far from Cooldrinagh — Samuel Beckett’s birthplace — and within reach of Barrytown, real or imagined. Max has worked with Irish author Catherine Dunne since 2016 and co-directs the San Patrizio Livorno Festival. After a long Italian-language phase, he now writes primarily in English, in fiction, theatre, and essays. He is the author of The Butterfly Saviour, praised by John Banville; Three Lives, currently in progress; and She-Wolf Blood, which he hopes will make him rich. For the stage, he has written multilingual plays including Not-Beckett, which will premiere at SPLF25 and has earned praise from both Patrick Bixby and Federico Platania. When not writing, planting seeds, or cooking, Max plays Skyrim or Fallout 4 with his wife Maria Grazia, who is also his life support system.

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