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Tara - aritmie d'Irlanda

Vi racconto il mio ‘Aritmie d’Irlanda’: capitolo III – Tara

Tara è un altro luogo importante in Aritmie d’Irlanda. Scopriamolo insieme.

I cancelli tra i due mondi si aprivano nuovamente e si andava alla ricerca dei doni dei Sidhe. Tutto veniva esternalizzato: tutto quello che durante Ostara aveva accumulato energia, con Beltaine usciva allo scoperto. Era il momento perfetto per realizzare i desideri, i propri progetti, per danzare all’aperto e festeggiare la vittoria della luce.

È in questo momento che Sara incontrerà Liam, il fratello di sua nonna Deirdre. Liam è la sua imprevedibile guida, colui che risponderà alle sue domande inespresse, che con il suo particolare carattere riuscirà a smuovere tutto quello che Sara aveva da tempo accumulato dentro e a esteriorizzarlo. Ed è a Hill of Tara che questo accade.

Come Liam le racconta:

“Era la residenza di un antico popolo di dei chiamati Túatha Dé Danann, ovvero il Popolo dei Dana. La loro origine risale a una stirpe divina che proveniva dalle terre a nord del mondo, scese sulla Terra dal nulla, avvolte dalle nuvole, e poi scomparsa nel nulla. Era la sede della scuola druidica degli Ard-Rì ed era anche la residenza dei Feniani, i Cavalieri del Destino, protettori dell’Irlanda. Vi era anche una scuola bardica e una per guerrieri. Se la guardi dall’alto ha la forma di un otto o dell’infinito. Qui, in passato, venivano investiti i re dove si erge la Lía Fáil, la Pietra del Destino. Il re doveva dare prova di essere stato scelto dagli dei, provando a volare sopra quella pietra. Si dice che essa parlasse quando veniva toccata dal re giusto. Se vai sulla sommità della collina, troverai un menhir che la rappresenta.”

Si narra inoltre, che in quelle colline ci siano delle “entrate” non ancora scoperte e ben nascoste che condurrebbero a stanze dove vi siano nascosti i tesori dei vecchi dei.

Quando andai a Hill of Tara, il signore che lavora all’interno del negozio di libri raccontò che c’è sempre qualche turista che arriva con mappe e luoghi segnati da x o cerchi e che afferma di aver trovato una delle entrate.

” Ma certo, come no, vai pure a controllare “, risponde lui. Nessuno ha mai trovato nulla.

Sara non è alla ricerca di qualcosa quando raggiunge Hill of Tara. Segue i consigli di Liam ed arriva, sola, alla pietra. È qui che trova la forza di esprimere tutto quello che, dentro di lei, preme per uscire.

” Urlo. Urlo per la rabbia, urlo perché, anche se so che non lo sono, mi sento sola. Urlo perché ho una paura fottuta di come sarà la mia vita. Sono terrorizzata. Vorrei distruggerla quella pietra sacra! Mi vengono i brividi e inizio a piangere. Lascio uscire tutto. Dopo un lungo pianto mi sento meglio. In me c’è altro. “

Abbracciata a quella pietra, comprende e riconosce che in Irlanda ci sono luoghi magici, dove ” Tutti i tuoi problemi ti vengono sottratti senza permesso e vengono dispersi. “

Si sente più leggera, coraggiosa, fiduciosa e più vicina a sua madre ed alla sua Irlanda.

Che sia il suo personale dono da parte degli Sidhe o solo il naturale processo psicologico di un’elaborazione, Sara raggiunge Litha, il suo solstizio d’estate, giorno in cui la luce celebra la sua vittoria.

Con coraggio e fiducia, è pronta ad affrontare il suo cammino e l’inevitabile accorciarsi delle giornate.

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