ItalishMagazine storie irlandesi

Storie irlandesi: c’era una volta Querci & Robertson

Tra meno di due mesi, il prossimo 16 giugno, festeggeremo i sei anni di vita “ufficiale” di ItalishMagazine. Ma la storia d’amore per le… Storie irlandesi che è all’origine di Italish aveva avuto dei precedenti.


Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle, il mio primo libro, uscirà per Antonio Tombolini Editore, collana Oceania, nel marzo 2017.


Raccontare storie irlandesi al tempo di Internet

Il nostro primo viaggio in Irlanda era stato nel 1999. Uso il plurale: non si può fare altrimenti, quando si parla di viaggio di nozze.

Il primo viaggio di una lunga serie.

Nel 2008 avevo cominciato a scrivere d’Irlanda. Avevo cominciato molto prima, in realtà, ma niente di “serio”.

Invece, complice un colloquio andato male proprio a Dublino, avevo iniziato a scrivere un romanzo.

Scrivere era servito a metabolizzare la sconfitta del non essere scelto per quel lavoro che, finalmente, mi avrebbe portato a vivere là dove mi sento a Casa: in Irlanda.


Le storie irlandesi di Italish Stories


In qualche mese avevo, così, finito di scrivere Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle.

Mentre cercavo di farlo pubblicare da qualche casa editrice, senza successo, cominciai a ragionare sul fatto di tentare la via del self – publishing, aiutato in questo da Francesco Pallanti, che sarebbe poi diventato il webmaster di Italish, e Alessandro Chimenti, esperto di microeditoria.

La storia de Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle era una storia parzialmente autobiografica, ma i nomi dei protagonisti (un Italiano “fuoriposto” e un Irlandese emigrato in Italia) li avevo cambiati. I due nel libro…

No, non ve lo racconto, perché prima o poi questo libro (e gli altri due romanzi che ho scritto successivamente) troverò il modo di farveli leggere.

Vi dico solo che i cognomi dei due personaggi erano Querci e Robertson, e che Querci & Robertson era diventato il nome di un progetto, di una scommessa, che vide coinvolte (grazie ad aNobii, che a quei tempi funzionava ancora…) da subito Laura Schiavini, scrittrice professionista di Trieste – la città che aveva visto nascere i figli di Joyce – e Sara Nepoti, appassionata d’Irlanda.

L’avventura di Querci & Robertson è durata tre anni, il tempo di pubblicare on demand e in pdf tre volumi di Italish Stories, raccolte di racconti scritti in Italiano e in Inglese, tra l’Italia da un lato, la Finlandia, l’Australia e l’Irlanda dall’altro.

Molto tempo è passato, ItalishMagazine è cresciuto tantissimo e, in qualche modo, la storia del libro è diventata realtà: non esiste la Querci & Robertson, a Dublino, ma esiste la Q-ROB… ;-)

Mi piaceva l’idea che quei racconti, quell’impegno, quell’esperienza non andassero perduti: per questo pubblicheremo di nuovo i racconti, qui su Italish, come post.


Le storie irlandesi di Italish Stories

About maxorover

Max O’Rover is the pen name of Massimiliano ‘Max’ Roveri. He started writing about Ireland in 2008, after nearly a decade of fascination with the country. He now lives in Dublin, not far from Cooldrinagh — Samuel Beckett’s birthplace — and within reach of Barrytown, real or imagined. Max has worked with Irish author Catherine Dunne since 2016 and co-directs the San Patrizio Livorno Festival. After a long Italian-language phase, he now writes primarily in English, in fiction, theatre, and essays. He is the author of The Butterfly Saviour, praised by John Banville; Three Lives, currently in progress; and She-Wolf Blood, which he hopes will make him rich. For the stage, he has written multilingual plays including Not-Beckett, which will premiere at SPLF25 and has earned praise from both Patrick Bixby and Federico Platania. When not writing, planting seeds, or cooking, Max plays Skyrim or Fallout 4 with his wife Maria Grazia, who is also his life support system.

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