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St Fin Barre: la cattedrale di Cork

St Fin Barre è la cattedrale di Cork: scopriamola insieme tra storia e leggende, arte e architettura.

St Fin Barre Cathedral: dal VII a oggi

Fin Barre è il santo patrono di Cork. Secondo la tradizione Fin Barre viveva in un’isola del fiume Lee prima di fondare il monastero di Cork, di cui fu il primo vescovo.

Il sito della cattedrale è ancora quello di un monastero fondato nel VII Secolo.

Nel 1536, in seguito alla Riforma, la cattedrale passò alla cosiddetta Established Church, più tardi nota come Church of Ireland, provincia autonoma della chiesa anglicana.

L’attuale cattedrale di St Fin Barre, anche se appunto il sito vanta una storia lunghissima, è per molto recente: la vecchia cattedrale fu demolita nel 1864; quella attuale fu inaugurata nel 1870, anche se in realtà i lavori continuarono molto a lungo dopo la inaugurazione.

St Fin Barre Cathedral: con l’aiuto della birra…

Dietro alla costruzione della nuova cattedrale, l’entusiasmo del vescovo John Gregg e anche la sua capacità di farsi elargire generose donazioni, tra le quali quelle di William Crawford (uno dei proprietari del birrificio Beamish).

Autore del progetto della cattedrale, William Burgess, appassionato del Gotico Francese a cui si ispirò per la cattedrale.

Possiamo dire davvero che St Fin Barre è la “sua” cattedrale, visto che progettò anche tutte le vetrate e le sculture.

L’interno della cattedrale

  • Le vetrate narrano storie della Genesi e della Rivelazione; quelle del deambulatorio, scene di vita del Cristo.
  • La Heroes Column commemora gli oltre quattrocento soldati della diocesi morti nella Prima Guerra Mondiale.
  • L’organo risalente al 1870 è stato restaurato e ampliato a più riprese, fino al 2011. Con circa quattromila canne è uno dei più grandi d’Irlanda.
  • Sospesa a una catena si trova nella cattedrale anche una palla di cannone, ritrovata durante lo smantellamento della vecchia cattedrale e sparata dall’Elizabeth Fort durante l’assedio di Cork del 1690.

Dell’Angelo dell’Apocalisse sulla cattedrale ci ha raccontato Monica Gazzetta nel suo Cork: in ascolto nella città ribelle.

Visitare la cattedrale di St Fin Barre

La cattedrale si trova in:

About maxorover

Ebbene sì. Max O'Rover parla anche Italiano. E in Italiano scrive. Un Irlandese con la geografia contro, ecco chi è Max O'Rover. Il falso vero nome (quindi vero o falso?) di Max O'Rover è, ovviamente, in Irlandese: Mach uí Rómhar. "Rómhar" è il ventre, ma anche il ventre della terra, quello in cui crescono i semi, in cui nascono gli alberi. Mica male per essere uno che non esiste, avere un cognome così evocativo. Prima o poi la scriverò, la vera falsa storia degli uí Rómhar. La storia del perché ci hanno cacciato via. Una storia fatta di boschi sacri che non abbiamo difeso, di maledizioni scagliate contro di noi da Boann. Un pugno di druidi falliti costretti a scendere a sud. Fino a che la maledizione sarà spezzata. Fino a quando potremo tornare. Quando sono in pausa pranzo, ogni giorno, mangio una mela. Non getto mai i semi della mela nella spazzatura. Li getto nel prato. Perché sotto sotto ci credo, alla maledizione. Mi ricordo la maledizione. Ma non ricordo quanti alberi devo far crescere: dieci? Mille? Un milione? Intanto continuo a gettare i semi nel prato, e ad aspettare il ritorno a casa.

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