SPLF25: Chi ha tempo non aspetti tempo

SPLF25: Chi ha tempo non aspetti tempo

Partecipare al San Patrizio Livorno Festival (nella doppia veste di ‘Irlandese Dentro’ e rappresentante al Festival di RadioElettrica, Media Partner del SPLF25) è stata un’esperienza straordinaria.

Vorrei cominciare con il dire che Max “O’Rover” Roveri, l’ideatore e l’organizzatore del festival, è una di quelle persone che “fa succedere cose” e le fa succedere in due modi apparentemente contrapposti: con tanto, tanto lavoro ma anche con idee subitanee che si rivelano magiche. Un felice mix di incontri ed eventi preparati con cura e più di un momento di completa e riuscitissima improvvisazione. Ma d’altra parte questo è ciò che accade quando c’è di mezzo l’isola d’Irlanda, giusto?

Portare in Italia la cultura irlandese in questo modo, vivo, vibrante e coinvolgente, è evento più unico che raro. In un paese come il nostro, dove si legge sempre meno e sempre peggio, non è solo lodevole, è proprio audace. I dibattiti curati e condotti da Max stesso e dalla madrina del festival (credo che questa sia la definizione più appropriata), l’eccezionale Catherine Dunne, con scrittori pluripremiati come lo straordinario William Wall e arricchiti dalla presenza di studiosi appassionati e dalla lettura di passaggi significativi e dello stesso Wall e di Seamus Heaney, sono stati ben lontani dall’essere “per pochi” o ancor peggio noiosi.

Sono stati un viaggio emozionante tra le parole scritte fino a farle diventare “fisiche”, insomma, come cantava Kate Bush intonando soavemente:

“stepping out off the page into the sensual world”.

I racconti, le spiegazioni sugli autori, gli estratti interpretati dall’attore Claudio Monteleone e l’idea istantanea di Max (ecco un esempio di magia!) di coinvolgere i due musicisti di questa edizione, Áine Duffy e Ray Heffernan, nella lettura in lingua originale di Heaney, l’una con accento di Cork e l’altro con accento di Dublino, hanno trasformato le parole scritte in qualcosa di veramente tangibile, tanto che alcuni di noi erano davvero sull’orlo delle lacrime.

E poi portare la letteratura nelle scuole, in particolare al liceo Scientifico Francesco Cecioni, e ancora una volta renderla viva, svegliando i ragazzi dal sonno social di selfie, reel e storie, scoprendone le potenzialità (perché sono certa che i ragazzi sono migliori di quanto pensiamo) è una scelta più che nobile, è veramente necessaria.

Gli adulti del futuro hanno bisogno di cultura per non diventare dei meri prodotti e/o consumatori.

Ho partecipato al festival soltanto nei giorni finali, perciò è di quelli che posso parlare e posso dire che condividere lo spazio ed il tempo (ed il desco) con scrittori illuminati come Catherine Dunne e William Wall, persone umanamente ricche e stimolanti e mai inaccessibili, è stato un modo efficace ed affascinante di rappresentare il concetto di “irlandesità”.

Così come apprezzare il talento dell’irriverente, frizzante ed innovatrice cantautrice Áine Duffy, la ragazza con la chitarra della contea di Cork e dello struggente, profondo e suadente cantautore Ray Heffernan, il ragazzo di Dublino nord che vive in Italia per amore. Sono questi i regali di inestimabile valore che ho ricevuto dal San Patrizio Livorno Festival.

Arrivederci alla prossima edizione e grazie!

Nella foto di UphoStudio, Áine Duffye Ray Heffernan leggono Blackberry Picking di Seamus Heaney durante l’intervento del Professor Matteo Meschiari.
San Patrizio Livorno Festival ~ SPLF ~ SPLF25

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