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Sfumature di Verde: Sketching Contest del San Patrizio Livorno Festival 2020

Sfumature di Verde: il #SPLF2020 si arricchisce di un’altra iniziativa: andiamo in direzione delle arti figurative con lo Sketching Contest ideato e organizzato in collaborazione con Livorno Artistica.

Sfumature di Verde Sketching Contest all’Ex Cinema Aurora e online

Pittori e disegnatori, locali e non, sono invitati a raggiungerci all’Ex Cinema Aurora da venerdì 20 a domenica 22 marzo 2020 per disegnare la loro Irlanda.

Le opere prodotte saranno utilizzate in un Facebook Contest nei mesi successivi al Festival.

L’autore dell’opera che ottiene più “like” vince una cena per due all’Ex Cinema Aurora, la sede del San Patrizio Livorno Festival.

“Vedere” l’Irlanda

Una delle caratteristiche che mi ha sempre molto colpito del panorama artistico irlandese è la sua (lo so: parola bruttissima) interdisciplinarietà.

La musica, la letteratura, la pittura, e anche la fotografia, si parlano, interagiscono, comunicano, si ibridano.

A rendere il tutto ancora più interessante, questo dialogo, questa ibridazione acquisisce una dimensione atemporale, per cui un libro medievale “diventa” il tessuto (quasi letteralmente) di un film d’animazione del XXI Secolo; per cui una storia che nel Medioevo era già vecchia diventa la sorgente di una delle più belle serie di stampe dell’Irlanda moderna.

Sto parlando del Libro di Kells custodito nella Biblioteca del Trinity College e del film “The Secret of Kells” nel primo caso; del Ciclo dell’Ulster, protagonista Cú Chulainn, e delle stampe di Louis le Brocquy nel secondo.

Un altro piccolo grande capolavoro di interdisciplinarietà (lo so: parola bruttissima), è il libro Walls of Aran, del pittore e fotografo Sean Scully, con una preziosa introduzione di Colm Toibín.

Di questa interpolazione tra diversi media e autori diversi abbiamo parlato anche durante lo scorso SPLF, quando Federico Platania, il nostro “resident Beckettian”, ci ha raccontato il rapporto tra Samuel Beckett e Jack Butler Yeats.

Ma questa interdisciplinarietà, fino alla scorsa edizione, aveva appunto soltanto sfiorato il SPLF.

Ecco: con “Sfumature di Verde” le cose cambiano.

Sono molto contento che nel brodo primordiale dell’Ex Cinema Aurora sia nata, dalla consueta collisione di elementi irlandesi ed elementi locali, dall’incontro con Melinda Susini di Livorno Artistica, questa idea di far “vedere” l’Irlanda a Livorno, o almeno in quella ambasciata non ufficiale d’Irlanda che l’Ex Cinema Aurora sta, anno dopo anno, diventando.

Prendendo a prestito una frase che… -non- è di Yeats (ma che il Bord Fáilte, ora Fáilte Ireland, ha usato dal 1961, irlandesizzandola):

Non ci sono stranieri qui; solo amici che non abbiamo ancora incontrato

saremo ben contenti di accogliere disegnatori, illustratori, pittori all’Ex Cinema Aurora e al SPLF il prossimo marzo.

Potranno portarsi dietro una idea già definita, e svilupparla in piena autonomia mentre si svolge il Festival; oppure chissà: saranno proprio parole e musica e atmosfera del Festival a fare da scintilla creativa.

Abbiamo, però, parlato di Facebook Contest: che cosa succederà alle opere?

È molto semplice.

Il SPLF ha una sua “casa social”, il gruppo Facebook #IrlandesiDentro: se l’Ex Aurora è il pub fisico del Festival, #IrlandesiDentro ne è quello digitale.

Sarà in questo gruppo che, a Festival terminato e opere consegnate, le opere stesse saranno sottoposte al giudizio dei membri del gruppo.

Sarà quindi su #IrlandesiDentro che verrà determinato chi sarà il vincitore di una cena per due all’Ex Cinema Aurora.

Sketching Contest “Sfumature di Verde” #SPLF2020: social e informazioni

L’hashtag ufficiale dell’iniziativa è #sfumaturediverde.

Ricordiamo che gli hashtag del Festival sono #SPLF e #SPLF2020.

About maxorover

Ebbene sì. Max O'Rover parla anche Italiano. E in Italiano scrive. Un Irlandese con la geografia contro, ecco chi è Max O'Rover. Il falso vero nome (quindi vero o falso?) di Max O'Rover è, ovviamente, in Irlandese: Mach uí Rómhar. "Rómhar" è il ventre, ma anche il ventre della terra, quello in cui crescono i semi, in cui nascono gli alberi. Mica male per essere uno che non esiste, avere un cognome così evocativo. Prima o poi la scriverò, la vera falsa storia degli uí Rómhar. La storia del perché ci hanno cacciato via. Una storia fatta di boschi sacri che non abbiamo difeso, di maledizioni scagliate contro di noi da Boann. Un pugno di druidi falliti costretti a scendere a sud. Fino a che la maledizione sarà spezzata. Fino a quando potremo tornare. Quando sono in pausa pranzo, ogni giorno, mangio una mela. Non getto mai i semi della mela nella spazzatura. Li getto nel prato. Perché sotto sotto ci credo, alla maledizione. Mi ricordo la maledizione. Ma non ricordo quanti alberi devo far crescere: dieci? Mille? Un milione? Intanto continuo a gettare i semi nel prato, e ad aspettare il ritorno a casa.

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