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Scioperi RyanAir: cosa sta succedendo (e un po’ di perché)

Scioperi RyanAir: i “bei tempi” in cui si volava a Dublino a 99 centesimi sono lontani anni luce. Nel frattempo RyanAir si trova a affrontare le proteste dei suoi dipendenti, proteste che, in passato, erano state semplicemente impossibili.

Scioperi RyanAir: cosa sta succedendo a Dublino (e non solo)

Proviamo a capirne un po’ di più di una situazione che sta a cuore ai tanti italiani che usano la “seconda” compagnia irlandese e che i questi giorni, sulla rotta per Dublino, vedono aleggiare lo spettro degli scioperi RyanAir.

Scioperi RyanAir: primo atto, settembre 2017, il caos dei piloti mancanti

I problemi per la compagnia aerea irlandese son cominciati a settembre 2017.

In autunno 2017 RyanAir si è appunto trovata  dover cancellare migliaia di voli, semplicemente perché non aveva al momento in servizio i piloti a cui farli pilotare, lasciando a piedi settecentomila passeggeri.

La situazione aveva fatto cadere una testa importante: quella di Michael Hickey, al momento COO (Chief Operations Officer) di RyanAir.

Responsabile della gestione dei piloti, Hickey era stato costretto alle dimissioni, mentre le sue funzioni venivano assorbite da Edward Wilson, responsabile del personale (per saperne di più leggi qui).

Scioperi RyanAir: secondo atto, gennaio 2018, il riconoscimento delle Union (i sindacati)

Il caos di settembre 2017 è stato il classico sassolino a monte di una valanga.

A gennaio 2018 la situazione con i piloti aveva raggiunto un grado di tensione tale da determinare il riconoscimento da parte di RyanaAir, per la prima volta in 32 anni di storia, di una “Union”, ovvero di un sindacato: il primo è stato il BALPA (British Airline Pilots Association), subito seguito dall’italiano ANPAC (Associazione Nazionale Piloti Aviazione Commerciale).

Il già nominato Edward Wilson aveva dichiarato nell’occasione (leggi qui) che il costo dell’accettazione dei sindacati sarebbe stato di almeno cento milioni di euro all’anno.

Scioperi RyanAir: secondo atto… e mezzo: bagagli e balzelli

Intendiamoci bene: io non ce l’ho con RyanAir. tra il 2014 e il 2017 RyanAir mi ha salvato la vita, o il matrimonio, o tutti e due, molte volte. Adoravo quell’aria da fatto in casa che aleggiava attorno al sistema di prenotazione. Adoravo il fatto che, comunque, ci fosse sempre un volo in partenza per Dublino ad aspettarmi.

Ma RyanAir è una azienda, le aziende pensano al profitto, e qualche volta lo fanno in maniera decisamente, diciamo così, ruvida. In questo caso sui suoi piloti e i suoi assistenti di volo, ma anche sui passeggeri.

La policy attuale sul “bagaglio e mezzo” da portare in cabina, di fatto una tassa sul trolley, non è stata certo ben accetta.

Il fatto che sia diventato praticamente impossibile sedere accanto ai familiari senza pagare un altro extra ha fatto infuriare famiglie di tutta Europa. E certo non è stata accolto a braccia aperte il restringimento ulteriore della forchetta di tempo in cui poter finalizzare gratis il check-in.

Con l’avvicinarsi dell’estate, ovviamente stagione di punta, però, sono stati di nuovo i piloti a far pesare la loro voce, anche perché si è cominciato a parlare, in RyanAir, di rilocazione di piloti da Dublino ad altre basi operative: e così siamo arrivati agli scioperi di questo periodo.

Scioperi RyanAir: oggi

Ed eccoci qua agli scioperi di questo periodo. Che cosa fare se si è colpiti da una cancellazione del proprio volo?

Prima di partire

Se qualcosa va storto

  • RyanAir ha dichiarato ufficialmente che tutti i passeggeri dei voli cancellati vengono contattati il giorno prima del volo.
    • In caso di cancellazione di un volo (e questo, indipendentemente dalle motivazione della cancellazione) i passeggeri sono protetti dal regolamento della Unione Europea n°261, secondo il quale le compagnie aeree devono offrire il rimborso o un volo alternativo.
    • La compagnia aerea deve provvedere a vitto e anche alloggio se il ritardo è superiore a 5 ore.
  • Ci sono società specializzate nell’occuparsi della burocrazia legata ai rimborsi, che applicano un costo solo se il rimborso va a buon fine.

 

About maxorover

Ebbene sì. Max O'Rover parla anche Italiano. E in Italiano scrive. Un Irlandese con la geografia contro, ecco chi è Max O'Rover. Il falso vero nome (quindi vero o falso?) di Max O'Rover è, ovviamente, in Irlandese: Mach uí Rómhar. "Rómhar" è il ventre, ma anche il ventre della terra, quello in cui crescono i semi, in cui nascono gli alberi. Mica male per essere uno che non esiste, avere un cognome così evocativo. Prima o poi la scriverò, la vera falsa storia degli uí Rómhar. La storia del perché ci hanno cacciato via. Una storia fatta di boschi sacri che non abbiamo difeso, di maledizioni scagliate contro di noi da Boann. Un pugno di druidi falliti costretti a scendere a sud. Fino a che la maledizione sarà spezzata. Fino a quando potremo tornare. Quando sono in pausa pranzo, ogni giorno, mangio una mela. Non getto mai i semi della mela nella spazzatura. Li getto nel prato. Perché sotto sotto ci credo, alla maledizione. Mi ricordo la maledizione. Ma non ricordo quanti alberi devo far crescere: dieci? Mille? Un milione? Intanto continuo a gettare i semi nel prato, e ad aspettare il ritorno a casa.

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