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Presente e Futuro della Musica Irlandese – 7 Domande 7 a Niamh Ní Charra

Niamh Ní Charra non è un nome nuovo nel panorama della musica Irlandese, ma il suo terzo recente album conferma che si tratta di una degli artisti più interessanti, dotata di grande talento e amore per le sue radici. È con lei che apriamo questa serie di interviste dedicate al Presente e Futuro della Irish Music che a noi più piace.


Niamh Ní Charra

Niamh nasce a Killarney, Co. Kerry, e già alla giovane età di 4 anni si dedica allo studio della musica: ben presto si specializza in violino e concertina; nel 2008 riceve il premio “Best Fiddle/Violin 2008” dall’americana Irish Music Association.

Il suo secondo album Happy Out è stato definito “Probabilmente il miglior album del 2010” dall’Irish Music Magazine e, fra gli altri premi, Niamh ha ricevuto il prestigioso riconoscimento come “Musicista femminile dell’anno 2012” durante i Live Ireland Music Awards.

La incontriamo per parlare con lei innanzitutto del suo ultimo album Cuz che staziona ai primi posti delle classifiche Irlandesi dalla sua uscita, a marzo.

  • Cara Niamh, il tuo terzo album solista è un tributo a Terry “Cuz” Teahan, un uomo che ha influenzato notevolmente la musica tradizionale Irlandese, ma che sinceramente non è molto noto ai non addetti ai lavori. So che hai realizzato un progetto a cui pensavi da tempo: da cosa è nata l’idea di dedicargli un intero album?

In effetti, anche se Terry non era molto noto, alcune delle sue composizioni lo erano e sono comparse in molti album, nella maggioranza dei casi senza dargli alcun credito. Proprio perché ritenevo importante far conoscere alla gente il compositore di questi brani e per porre rimedio a tale omissione ho iniziato a pensare a questo tributo. Dopo però aver fatto ulteriori ricerche mi sono resa conto di quanti tunes aveva scritto: più di 80 nel corso della sua vita, e molti di questi davvero notevoli. D’altra parte solo alcuni erano noti e suonati da musicisti. Ho pensato che se volevo rendergli un tributo completo, sarebbe stato necessario far conoscere al pubblico molte delle sue melodie e, realisticamente, questo significava realizzare un intero album.

Inoltre, Terry mi ascoltò suonare quando ero molto giovane, e fu così carino che registrò per me una cassetta piena di tunes e me la spedì poco dopo da casa sua a Chicago. La cassetta conteneva molte delle sue composizioni, ma anche altri pezzi che lui aveva imparato da bambino quando viveva nel Kerry, molti dei quali non venivano più suonati da tempo. Così ho deciso di includere nell’album anche alcune di queste melodie insieme alle sue composizioni.

  •  Nelle tua relativamente giovane carriera da musicista hai già avuto il privilegio di incontrare alcuni grandi artisti; oltre ai musicisti di alto livello con cui hai cooperato nell’ultimo album, hai suonato per esempio con The Chieftains, Carlos Núñez, Ibon Koteron. Ci sono altri con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?

Oh parecchi, ma preferisco non menzionarli perché non vorrei che qualcuno si offendesse perché l’ho inserito nella lista, o perché non l’ho inserito! Ma sono anche aperta a nuove offerte di collaborazioni, quindi se qualcuno fra i vostri lettori ha qualcosa di interessante da proporre, sentitevi liberi di farmelo avere!

  •  Interessante, quindi: musicisti all’ascolto, questa è un’occasione da cogliere al volo! A proposito di collaborazione, ho visto un bellissimo video su YouTube, con un’ospite speciale, Olivia O’Carra: la tua musica e i suoi quadri. Che ci puoi dire di lei? Cosa rende “speciale” questa collaborazione?

Olivia in realtà è mia madre! È stata un’insegnante di Scienze, e, per di più, anche la mia professoressa di Fisica, ma è andata in pensione ancora giovane e ora è un’artista a tempo pieno. Principalmente dipinge paesaggi a olio, e dato che io vengo da Killarney, che è famosa nel mondo per i suoi panorami, non è mai a corto di materiale. Appena uscito il mio nuovo album, che contiene molta musica proprio della stessa zona, la contea di Kerry, ho pensato che sarebbe stato carino combinare le due cose.

  • Che tipo di musica ascolta Niamh Ní Charra? Cosa c’è in questo momento sul tuo lettore CD (o MP3 player), ovviamente oltre a Cuz?

Mi piace ascoltare una miscela di musica di diversi generi. Musica folk da tutto il modo, un po’ di classica, jazz, pop. Però odio il rap! E tutta quella roba elettronica… non ne vado matta! Proprio ora sto ascoltando Edith Piaf.

  •  Qui a Italish siamo innamorati della cultura Irlandese, in generale. Hai qualche suggerimento da dare a uno straniero in merito a libri o scrittori dell’Isola di Smeraldo che dovrebbero essere letti per capire meglio il popolo Irlandese?

Oh, è difficile, dovrei fare davvero un lungo elenco! L’Irlanda in effetti è famosa per aver prodotto molti poeti e scrittori. Penso che noi siamo proprio un popolo di artisti, e in questi campi diamo davvero il nostro meglio. Io credo che Flann O’Brien [di cui ci ha recentemente parlato il professor Paul Fagan] sia un buon punto di partenza. Il suo humour è un perfetto esempio del nostro modo stravagante di pensare! E poi naturalmente tutti conoscono Bram Stoker, che scrisse Dracula. Era Irlandese, e il nome Dracula viene da Droch Fholla che significa Sangue Cattivo nella nostra lingua.

  •  Qualche altro progetto per il futuro? Cosa vorresti fare da grande?

Sono una musicista, e noi non diventiamo grandi! Amo quello che sto facendo e spero di poterlo continuare a fare più a lungo possibile. Mi piace molto anche la fase di ricerca, e sarebbe bello collaborare in programmi radio o TV di ricerca artistica.

Niamh_web

  •  Italia – Irlanda: sembra ci sia un legame speciale tra i due paesi (almeno dal nostro punto di vista), a iniziare dai nostri antenati immigrati che si incontrarono sulle strade per e dell’America. Pensando all’Italia, cosa ti viene in mente? Cosa conosci, cosa ti piace (o no) del nostro paese?

Beh, sono una grande appassionata del vostro cibo e del vostro vino! E avete dei paesaggi spettacolari: amo l’architettura antica, e ogni cittadina e villaggio ha qualcosa da visitare. Ma soprattutto la gente: gli Italiani sono molto calorosi e amichevoli, e ci si diverte tanto. Però il clima è un po’ troppo caldo per la mia pelle Irlandese!

Grazie Niamh, abbiamo apprezzato tanto la tua disponibilità e gentilezza; speriamo di avere presto altre occasioni di  incontrarti, aspettiamo magari che passi la stagione calda e poi speriamo di ascoltarti su un palco anche qui in Italia!

About Aindrèas Ridire

Amante d’Irlanda, viaggiatore per professione, viaggiatore per hobby, mastro libraio e topo di birreria, consumatore compulsivo di libri gialli e di Harp e Smithwick’s, afroirlandese nell’animo, ha lasciato il suo cuore in Donegal mentre il suo corpo vaga fra le strade del vino della Trinacria, si emoziona e studia al suono di violini, uilleann pipes, arpe, e bodhrán, innamorato della vita e della sua compagna per la vita.

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