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Presente e Futuro della Musica Irlandese – 7 Domande 7 a Louise Mulcahy

“Louise è una delle migliori musiciste della sua generazione. La sua scelta dei materiali, il suo approccio alle melodie insieme alla sua notevole inventiva fanno di lei una più che benvenuta new entry nel catalogo del flauto nella musica Tradizionale Irlandese.”

Louise Mulcahy

A definirla in questo modo è stato Matt Molloy, flautista dei Chieftains, senza ombra di dubbio uno dei maggiori talenti e promotori della musica Irlandese in giro per il mondo.
Parole come queste sono sufficienti per richiamare la nostra attenzione sull’ospite di questa settimana della nostra serie di interviste a chi sta scrivendo il Presente e Futuro della Musica Irlandese, una giovane ma già ben nota musicista, che insegna e suona sia flauto che uilleann pipes; Louise Mulcahy è la sola persona nella storia delle Comhaltas Ceoltóirí Éireann ad aver vinto nello stesso giorno 4 titoli “senior All Ireland”. Come al solito, 7 domande 7 per conoscerla meglio e presentarla ai nostri lettori Italiani.

 1.    Louise Mulcahy, Tuning the road è il tuo album di debutto come solista; vuoi parlarci della tua musica e dei brani che hai scelto per questo lavoro?

Louise: Il materiale dell’album riflette la musica che mi piace suonare ed a cui mi sento in qualche modo collegata; rappresenta il mio viaggio musicale fino ad oggi. Ho passato molto tempo nella preparazione della note dell’album: penso sia importante documentare la storia di un brano e permettere all’ascoltatore di avere una maggiore conoscenza delle origini di quella musica. Essenzialmente le note sono come una mappa musicale per chi ascolta. C’è voluto parecchio per ascoltare le registrazioni negli archivi di The Irish Traditional Music Archive e simili. C’è tanto materiale recedente agli anni ’60. Io provo una forte connessione con la musica che si suonava in quel periodo. Sono stata influenzata da musicisti come John McKenna, Tom Morrison, Paddy Taylor, Jim Donoghue, Willie Clancy, Pádraig O’ Keefe e Patsy Hanley. E mi piace molto ascoltare in questi archivi anche la musica registrata negli anni ’20 e ’30. In quel tempo si suonava soprattutto per far ballare e la musica era molto espressiva e trascinante. Quando suono cerco di ricreare quelle sensazioni. Nell’album ci sono anche delle belle composizioni, alcune delle quali non erano mai state registrate in passato; ho inserito pezzi di compositori per flauto come John Brady (che purtroppo è morto recentemente), Vincent Broderick e Paddy O’ Donoghue. Paddy O’ Donoghue è il padre di Cyril O’ Donoghue, che ha partecipato alle registrazioni degli album che abbiamo fatto come famiglia, insieme a Michelle e mio padre. Alla presentazione di uno di quegli album, Paddy mi ha regalato la sua raccolta di brani originali, intitolato “Ceol an Chláir”, in cui sono raccolte tutte le sue composizioni. Ci sono anche pezzi di O’ Carolan, Peadar O’ Ríada e mia sorella Michelle. Mio padre è sempre stato una fonte di vera ispirazione musicale ed ho inserito anche alcune versioni di tunes che ho imparato a suonare da lui. Ci sono un paio di versioni piuttosto originali di due famosi reels – “The Green Mountain” e “The Temple house”. La bella versione di “The Green Mountain” viene da una registrazione d’archivio di Joe Cooley, un musicista molto apprezzato a casa nostra e “The Temple house” viene dalla veriosne al flauto di Jim Donoghue – entrambi miei idoli con uno stile musicale davvero unico. apprezzo molto l’idea di far parte di una tradizione che abbraccia diversi secoli. Mantenersi leali a questa tradizione è per me qualcosa davvero importante. in questo album volevo creare sensazioni e suoni il più naturali possibile e comunicare a chi ascolterà il disco i miei gusti musicali ed i miei profondi valori tradizionali. Questo album è il suono personale della mia voce dentro la tradizione. È un’istantanea musicale di un momento nel tempo. Anche l’accompagnamento riflette le mie scelta personali. Michelle ha contribuito in maniera meravigliosa accompagnandomi al piano e all’arpa. Come sorelle abbiamo un legame personale e musicale molto forte e c’è una grande complicità quando suoniamo insieme. Era importante per me riuscire a trasmettere anche questo attraverso questo lavoro. Colm Murphy ha contributo con il suo straordinario bodhrán ed il suo ritmo che evidenzia ogni nota. Sono stata fortunata ad esibirmi con Colm al “Cruinniú na bhfliúit” (un festival di flauti che si tiene annualmente a Cork) un paio di anni fa e mi è piaciuta molto la sintonia che si è creata. C’era una grande armonia nello studio di registrazione!

2.    I Mulcahy’s di Abbeyfeale, West Limerick: tu hai suonato regolarmente e registrato alcuni dischi con tuo padre Mick, e tua sorella, Michelle. La tua musica è quindi un’eredità familiare o questo album nasce dall’esigenza di far sentire solo e soprattutto la tua voce (ed il tuo flauto)?

Louise: Registrare un album solista è sempre stata una mia ambizione. La mia famiglia mi ha incoraggiato e sostenuto molto durante tutto il processo. Ero entusiasta quando lo scorso Ottobre è arrivato il momento di registrarlo. Michelle ed io ci consideriamo delle privilegiate ad essere cresciute in una casa inondata dalla musica. Ogni notte, da bambine, ci addormentavamo ascoltando mia padre suonare. C’è sempre stata ed ancora c’è musica a casa nostra. I miei genitori Mick e Cecilia hanno concesso a Michelle ed a me ogni opportunità e sono loro molto grata per questo. La musica che suoniamo insieme come famiglia rimane fonte di vero piacere ed ispirazione.

3.     Sei considerata una musicista di talento, nello mondo del flauto, whistle e delle uilleann pipes. Chi reputi siano stati i tuoi maestri e cosa pensi della nuova generazione di musicisti?

Mio padre è stato e continua ad essere per me un’enorme fonte di ispirazione musicale. Come dicevo prima, anche John McKenna, Tom Morrison, Paddy Taylor, Jim Donoghue, Willie Clancy, Pádraig O’ Keefe, Patsy Hanley, Matt Molloy hanno esercitato una notevole influenza sulla mia musica. Siamo stati molto fortunati ad aver suonato in tutto il mondo ed aver incontrato così tante persone meravigliose che ci hanno ispirato. Queste esperienze ti formano sia musicalmente che come persona. Lo scorso gennaio sono stata in Vietnam con Michelle, Mick Moloney and Vincent Woods (poeta e giornalista) in collaborazione con l’Ambasciata Irlandese ed Irish Aid. È stato un viaggio straordinario. Abbiamo suonato in diversi luoghi ad Hanoi e Ho Chi Minh City fra cui The Christina Noble Centre, The Peace Centre, università e conservatori. È un piacere viaggiare e suonare musica con questo tipo di gente. Il futuro della Musica Tradizione Irlandese è in buone mani. C’è un crescendo di interesse nei festival musicali di tutto il mondo. Questo garantisce che chiunque sia interessato ad imparare a suonare la musica Irlandese possa avere accesso ad esercitazioni di alto livello e a performance di molti talentuosi musicisti. È anche aumentata la disponibilità di consultare archivi musicali online. È molto importante poter ascoltare il più possibile per apprezzare in maniera più completa la tradizione. Ci sono molte istituzioni di 3° livello che offrono una gamma completa di corsi di Musica Irlandese Tradizionale. Mai come oggi ci sono persone in tutto il mondo e di tutte le età che suonano Irish Trad Music.

4.    Che tipo di musica ti piace ascoltare (oltre a Tuning the Road)? Che cosa c’è nel tuo lettore MP3?

Ascolto di tutto. Attualmente sono molto attratta dagli archivi di musica tradizionale irlandese tra il 1920 e il 1980’s. Adoro le trasmissioni dagli archivi di RTÉ per Come West Along the Road. Sono una fonte inestimabile di musica e di conoscenza. Il DVD è dispoibile sul sito www.itma.ie e contiene anche gli archivi dell’ITMA (Irish Traditional Music Archive).

5.    Qui ad Italish amiamo parlare più in generale di cultura Irlandese. Hai qualche suggerimento su libri o scrittori che pensi potrebbero aiutare uno straniero a comprendere meglio gli Irlandesi e la loro terra?

Fintan VallelyRaccomanderei Companion to Irish Traditional Music di Fintan Vallely. È il punto di riferimento per chi suona, per chi ama e per chi studia la musica irlandese tradizionale. Una guida indispensabile universalmente riconosciuta alla musica, al canto e alla danza “Trad”.

6.    Italia – Irlanda: sembra ci sia un legame speciale tra i due paesi (almeno dal nostro punto di vista), a iniziare dai nostri antenati immigrati che si incontrarono sulle strade per e dell’America. Pensando all’Italia, cosa ti viene in mente? Cosa conosci, cosa ti piace (o no) del nostro Paese?

Amo il vostro Paese. Come l’Irlanda avete una cultura molto ricca con cui vi identificate. Ho avuto la fortuna di suonare in italia con mia sorella Michelle e Cyril O’ Donoghue qualche anno fa. Abbiamo suonato in posti meravigliosi, scenari magnifici per i nostri concerti, e gli Italiani conoscono e apprezzano molto la “Trad”. È meraviglioso suonare in Paesi come l’italia e avere un così bel riscontro. L’italia è stata la culla e il centro della cultura occidentale, dall’Impero Romano alla Chiesa Cattolica. Ha avuto grandissimi pittori, scultori, poeti, musicisti, scienziati, architetti… Spero di tornare presto nel vostro bellissimo Paese!   Louise

7.    I tuoi progetti per il futuro?

Alla fine di Maggio saremo in tour tra Nuova Zelanda, Burma e Vietnam. Con me saranno mia sorella, papà e il famoso folklorista e musicista Mick Moloney. Poi suonerò e terrò dei corsi al Willie Clancy Festival, Miltown Malbay, Co. Clare. Suonerò e terrò dei workshop al South Sligo Summer Festival, Tubbercurry, Co. Sligo. Con Michelle saremo alla Scoil Cheoil Westport in Luglio. Ad Agosto saremo a Seattle, USA, per la Cascadia Irish Music Week.

A Tuning the Road sarà dedicata una serie di concerti in autunno. Potete trovare tutte le informazioni su facebook e twitter. Intanto sto completando un master al Trinity College: presenterò la tesi alla fine di Agosto. Gli ultimi mesi sono stati un viaggio interessante:  nel 1952 Donnchadh Ó Braoin, Head Organising Inspector of Music per le scuole elementari tra il 1931 e il 1947, evidenziò che per molti bambini l’unica istruzione musicale fornita era quella offerta dalla scuola elementare.
Prtroppo per molti è ancora così. La musica è parte del nostro retaggio e delle nostre radici culturali e dovrebbe avere molta più attenzione nel campo dell’educazione. Come musicista ed educatrice ritengo che sia importante che i ragazzi lascino la scuola con un sistema educativo che consenta loro di apprezzare la musica tradizionale. Io spero di poter continuare a fare ricerca in questo campo.

About Aindrèas Ridire

Amante d’Irlanda, viaggiatore per professione, viaggiatore per hobby, mastro libraio e topo di birreria, consumatore compulsivo di libri gialli e di Harp e Smithwick’s, afroirlandese nell’animo, ha lasciato il suo cuore in Donegal mentre il suo corpo vaga fra le strade del vino della Trinacria, si emoziona e studia al suono di violini, uilleann pipes, arpe, e bodhrán, innamorato della vita e della sua compagna per la vita.

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