Ponti di Dublino e mendicanti

Tra il parco (Phoenix) e la stazione (Heuston) c’è uno dei ponti che attraversa la Liffey.

I ponti di Dublino sono uno dei luoghi preferiti dai mendicanti  (e sui mendicanti di Dublino ha detto meglio e più di me Ray Bradbury in Verdi Ombre Balena Bianca: non c’è nulla da aggiungere, leggetevi quel libro) e questo ponte non fa eccezione.

Lui è accoccolato proprio a metà del ponte, con il vento alle spalle, come tutti quelli abbastanza scafati, o abbastanza fortunati da trovare il posto giusto.

Tra le ginocchia ha uno di quei bicchieroni per il tè o il caffè take away (odio la loro esistenza, odio vederli galleggiare nella Liffey o nello stagno del Green) e un libro.

Sta leggendo.

Realizzo immediatamente che conosco quel libro, ne riconosco la copertina.

Il libro è The Woman Who Walked Into Doors, il libro di Roddy Doyle che mi ha fatto cominciare a scrivere.

Sembra proprio la prima edizione, con la copertina rigida, la foto è quella delle lettere magnetiche che compongono il titolo.

Sembra proprio quella stessa prima edizione che ho a casa, autografata due volte da Roddy Doyle (perché alla fine sì: l’ho incontrato davvero, Roddy Doyle).

Gli do gli spiccioli piccoli, tutti quelli che ho. Quelli grandi no, perché ci devo stare attento, al budget giornaliero.

Gli dico che è un gran bel libro, lui risponde che sì, è vero, e gli dico di prendersi cura di sé.

Poi mi allontano, e arrivo alla fine del ponte. E mi metto a piangere.

About maxorover

Max O’Rover is the pen name of Massimiliano ‘Max’ Roveri. He started writing about Ireland in 2008, after nearly a decade of fascination with the country. He now lives in Dublin, not far from Cooldrinagh — Samuel Beckett’s birthplace — and within reach of Barrytown, real or imagined. Max has worked with Irish author Catherine Dunne since 2016 and co-directs the San Patrizio Livorno Festival. After a long Italian-language phase, he now writes primarily in English, in fiction, theatre, and essays. He is the author of The Butterfly Saviour, praised by John Banville; Three Lives, currently in progress; and She-Wolf Blood, which he hopes will make him rich. For the stage, he has written multilingual plays including Not-Beckett, which will premiere at SPLF25 and has earned praise from both Patrick Bixby and Federico Platania. When not writing, planting seeds, or cooking, Max plays Skyrim or Fallout 4 with his wife Maria Grazia, who is also his life support system.

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