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Navigatio petrarum

-16 (perché non so contare e ho postato con il countdown sbagliato nei giorni scorsi. Meglio così, manca meno del … contato!)

Nate alla storia come Isole dei Santi, la storia si è poi vendicata a più riprese delle sante Aran. I Vichinghi prima, i Cromwelliani e lo United Kingdom dopo hanno fatto piazza pulita di quei santi che danno il nome a tanti luoghi dell’Isola, e degli Angeli che ogni giorno scendevano a salutarli. C’è chi dice che anche il Diavolo abbia fatto capolino su Aran, spuntando dritto dritto da un pozzo. Non posso fare a meno di immaginare che la frase assegnata a Lucifero da Neil Gaiman in uno dei suoi geniali Sandman avrebbe avuto ancora più significato se la scena si fosse svolta davanti a uno dei tramonti perfetti dell’Isola ‘dei Santi’:

All right. I admit it. He’s got a point.
The sunsets are bloody marvelous, you old bastard.
Satisfied?

Adesso esistono due Aran, ma di certo non esiste più Aran dei Santi, qualunque cosa fosse. Esistono, invece, Aran dei Turisti e Aran degli Araniti. Delle due conosco la prima, della seconda ho avuto solo qualche assaggio. Per fondare la Aran dei Santi Enda arrivò sull’Isola con una nave di pietra.
Quando sei santo, se Dio vuole, puoi permetterti veramente delle entrate spettacolari…
Arrivò su un’isola di pietra con una pietra. Posso immaginarmi come, nella realtà, la cosa possa aver suscitato, invece che il timore per un Dio più grande e più bello, una battutaccia negli osservatori irlando-celtico-pagani:
< Sì sì, proprio bravo il tuo Dio, Enda: mancava proprio l’ultima per finire la collezione! >.
E ancora, pietre: San Brendano, o Brandano, invece (Brendan, per farla breve) era tanto santo quanto navigatore: la sua Navigatio è un racconto di viaggio che, sotto gli orpelli agiografici e mitologici, potrebbe nascondere un viaggio – reale – verso le Americhe, identificate per l’occasione con il Paradiso in terra (vabbè: è successo tanto tempo fa…). Dal viaggio Brendan riportò un solo oggetto: una pietra. Una pietra che starebbe bene in un manuale di Dungeons & Dragons: galleggia sull’acqua e indica infallibilmente la via del Paradiso (o dell’America, o di quel che è). Tanto per far crescere ancora la collezione aranita, questa pietra fu regalata da Brendan agli abati dell’Isola: la tenevano attaccata alla cintura, in un sacchetto di seta. Io sono sicuro che, in realtà, nella realtà di questi santi troppo nordici per non essere mito, tra sangue e idromele, citando ancora Gaiman, quando l’abate guardava la pietra sapeva benissimo che, se l’avesse lanciata giù da Dún Aonghasa, se la sarebbe vista rimbalzare su un’onda e tornare su, al suo posto. Perché altro che America… Il posto giusto era !

Anche io ce l’ho, la mia pietra dell’Isola. Mentre sto scrivendo è a non più di mezzo metro da me. Per un paio d’anni questa pietra ha abitato, letteralmente, un luogo buio, sotterraneo. Burzum-ishi, per dirla nel Linguaggio Nero di Mordor.
Un luogo che potremmo definire un labirinto di ingiustizie.
Che poi è un’ottima definizione per l’Inferno, a pensarci bene.
Là sotto la pietra mi ricordava la strada per l’Isola.

E non è poco, per uno che non sarà mai neanche santo…

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Massimiliano "Q-ROB" Roveri writes on and about Internet since 1997. A philosopher lent to the IT world blogs, shares (and teaches how to blog and share) between Ireland and Italy.

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