MO’R e la pioggia

Sono le ultime ore a Dublino per quanto riguarda questa tornata. Molte cose rimangono in sospeso, ma tutto tende verso un’unica direzione: Qui. Come se le strade stesse lasciassero un posto vuoto che non è vuoto: è nostro, e dobbiamo venire a riempirlo. A riempirlo nel minor tempo possibile, certo, ma senza spaventarsi di tutto il tempo che sarà necessario.

In questi giorni ci sono stati momenti in cui mi sono commosso. E, sì: ho ricominciato a scrivere il romanzo. Sì: i pezzi della Statua stanno ricomponendosi. Mancavano solo due cose. La più importante non è arrivata ancora.

Il biglietto di sola andata per Qui non ce l’abbiamo ancora in tasca. Non sembra lontano, certo, ma finché non succede è come se non fosse cambiato nulla, siamo ancora qui ad aspettare.

Invece è arrivata la pioggia per farmi parlare di lei.

Nei giorni scorsi ci aveva provato, ma non era mai stata una cosa seria. Oggi invece l’Irlanda è proprio al centro di una zona di bassa pressione che ha deciso di darci dentro: già ieri era partita l’allerta meteo per le zone del sud-ovest.

Qui a Dublino ha iniziato a piovere ormai da quattro ore e andrà avanti per un bel po’. Qui lo chiamano tempo da sgabello, ovviamente da sgabello del pub.

Quando è arrivata la pioggia ero a Stephen’s Green, il pezzetto di Dublino che preferisco in assoluto. Oggi era proprio come nel libro che sto scrivendo: sotto una pioggia novembrina in un giorno d’estate. Il libro inizia con la pioggia. E con la pioggia di oggi so che il terzo libro sarà finito, lo avrò finito, entro qualche mese. In un mondo perfetto lo finirò a Dublino, dopo che l’altro tipo avrà finalmente trovato un lavoro con cui portarci tutti via, tutti Qui, finalmente.

Il Green sotto la pioggia è bellissimo. Mi intristiscono molto le persone che non riescono a comprendere la bellezza della pioggia.

Questo video, per certo, non fa per loro.

About maxorover

Max O’Rover is the pen name of Massimiliano ‘Max’ Roveri. He started writing about Ireland in 2008, after nearly a decade of fascination with the country. He now lives in Dublin, not far from Cooldrinagh — Samuel Beckett’s birthplace — and within reach of Barrytown, real or imagined. Max has worked with Irish author Catherine Dunne since 2016 and co-directs the San Patrizio Livorno Festival. After a long Italian-language phase, he now writes primarily in English, in fiction, theatre, and essays. He is the author of The Butterfly Saviour, praised by John Banville; Three Lives, currently in progress; and She-Wolf Blood, which he hopes will make him rich. For the stage, he has written multilingual plays including Not-Beckett, which will premiere at SPLF25 and has earned praise from both Patrick Bixby and Federico Platania. When not writing, planting seeds, or cooking, Max plays Skyrim or Fallout 4 with his wife Maria Grazia, who is also his life support system.

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