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Un libro dedicato al Mal d'Irlanda: 'Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle', di Max O'Rover

Mal d’Irlanda in un libro: Monica Gazzetta recensisce IGCIRD

Se già dalle prime pagine ti viene voglia di andare a bere una pinta di Guinness al pub di Bob, dopo il desiderio di essere in Irlanda inizia a crescere fino a diventare una necessità. Il mal d’Irlanda, di cui spesso si sente parlare, inizia a bussare dentro di te, e chiede la tua attenzione.Max O’Rover, con Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle, ti sussurra all’orecchio e ti spinge ad aprire gli occhi: esiste un luogo migliore dove poter vivere, esistono paesaggi dai colori carichi e luminosi in cui perdersi. E di questo ne è dolorosamente a conoscenza uno dei protagonisti del libro, Massimo.

Irlanda – dipendente

Lui l’Irlanda la sogna, la ama, la brama, ne è quasi dipendente.

In questo libro c’è chi l’Irlanda la sogna e la vuole raggiungere (come nel caso di Massimo), chi l’ha lasciata e poi ci è dovuto tornare per questioni famigliari (Bob), chi proprio non la riconosce come parte di sé (Laura / Aoife) e chi, comunque, non l’ha mai abbandonata (Deirdre).

Nonostante le loro preoccupazioni, nonostante i loro dubbi e la loro rabbia, tutti i protagonisti hanno in comune una particolare determinazione, un libro e un qualcosa di “magico” che li tiene legati l’uno all’altro.

Niente accade per caso

La casualità non esiste in questa Terra, e il libro questo ce lo fa capire molto bene.

Chi legge segue le vicende di queste persone e, pagina dopo pagina, attende il momento in cui il verde brillante entrerà in scena, attende la maledetta fastidiosa pioggia, attende i rari colori del cielo quando le nuvole decidono di dargli tregua, attende di bersi una pinta con loro, con i protagonisti. Ma soprattutto, a chi legge, cresce sempre di più la curiosità di sapere come e se i protagonisti si incontreranno, e come andrà a finire.

Ritmate e mai noiose, le parole ci fanno viaggiare e ci fanno incontrare un’Irlanda non turistica, ma un’Irlanda vissuta, sognata e nascosta.

L’Irlanda presente nel sangue e nello spirito dei protagonisti: la vera Irlanda.

Personalmente, ho iniziato a pensare quale sia il centro di tutta questa storia. Tra una risata ed un’altra, mi chiedevo cosa fosse quel qualcosa che li unisce davvero tutti, i cinque personaggi principali del libro.

Certo, c’è l’Irlanda, c’è il libro e ci sono i luoghi. Ma non è mai tutto semplice quando si tratta di Irlanda, e le vere storie spesso sono racchiuse in altre storie.

Cathach Books

Quindi mi sono recata nel luogo che secondo me unisce tutti: la libreria Cathach Books, che dal Bloomsday del 2013 ha cambiato nome in Ulysses Rare Books e ho iniziato ad immergermi nei suoi libri rari, e a immaginare le loro storie.

Non è vero… l’ho trovata chiusa! Ma sicuramente ci ripasserò…

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One comment

  1. Grazie mille, Monica! E per me quella libreria sarà sempre Cathach Books… :-)

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