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… Ma qualcuno deve pur farlo…

Isole Aran:

Se i fusti sono vuoti, si vanno a riempire, a costo di un viaggio in nave e bici…

BiciBirra

questo viaggio in bicinave è uno dei ricordi più assurdi della volta che siamo rimasti su Aran. Il gestore del B&B An Crugan è anche Harbour Master. Roba che c’è a Karameikos e sulle Aran, c…o!

:-)

Da Kill Ronan volevamo andare a Inis Oirr, e lui ci disse che non c’erano problemi… al bord failte locale però dicevano che non c’era nessuna nave…

Beh la nave c’era… O almeno, in un certo senso.

Era un cargo.
Ha caricato le bici, noi, i fusti vuoti e… le mucche.
Isole e mucche

Isole Aran: trasferimento!

Trasferimento mucche.

Il comandante della nave guardava ‘sti contadini-piloni di rugby che spingevano le mucche nella gabbia, una per volta. E ci guardava con la puzza sotto il naso come a dire: bleah, contadini…

Le mucche andavano su Inish Meain, l’isola di mezzo, e anche lì un casino per tirarle giù.

Alla fine siamo arrivati su Inis Oirr…

Quando c’è la prossima nave?

Tra quindici minuti….

E poi?

Domani.

La visita di Inis Oirr più breve della storia… Ma il viaggio è stato uno spasso!

No, non la più breve ma il record è sempre nostro: l’ultima volta che siamo andati Su con i ragazzi.

Per venir via abbiamo usato Aer Arann. Il volo doveva essere diretto, ma ci hanno detto che uno su Inis Oirr aveva bisogno di un passaggio… E che si nega un passaggio!?

Aer Arann!

Due partenze e due atterraggi con pioggia e vento.

Choolly è lì che vomita ancora solo al ricordo…

About maxorover

Ebbene sì. Max O'Rover parla anche Italiano. E in Italiano scrive. Un Irlandese con la geografia contro, ecco chi è Max O'Rover. Il falso vero nome (quindi vero o falso?) di Max O'Rover è, ovviamente, in Irlandese: Mach uí Rómhar. "Rómhar" è il ventre, ma anche il ventre della terra, quello in cui crescono i semi, in cui nascono gli alberi. Mica male per essere uno che non esiste, avere un cognome così evocativo. Prima o poi la scriverò, la vera falsa storia degli uí Rómhar. La storia del perché ci hanno cacciato via. Una storia fatta di boschi sacri che non abbiamo difeso, di maledizioni scagliate contro di noi da Boann. Un pugno di druidi falliti costretti a scendere a sud. Fino a che la maledizione sarà spezzata. Fino a quando potremo tornare. Quando sono in pausa pranzo, ogni giorno, mangio una mela. Non getto mai i semi della mela nella spazzatura. Li getto nel prato. Perché sotto sotto ci credo, alla maledizione. Mi ricordo la maledizione. Ma non ricordo quanti alberi devo far crescere: dieci? Mille? Un milione? Intanto continuo a gettare i semi nel prato, e ad aspettare il ritorno a casa.

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