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La Televisione di Samuel Beckett

Samuel Beckett? Continuo a immaginarmelo alle spalle di James Joyce, in una strada di Parigi. Mentre quello si allontana, lui continuare a farfugliare tra i denti: tiodiotiodiotiodio.
Samuel Beckett? Quello che per liberarsi di James Joyce dal romanzo si è dato al teatro, in Francese e in Tedesco, per giunta. Ma c’è una cosa per cui, se il vecchio Joyce non si fosse spappolato abbastanza il fegato e lo stomaco da morire troppo giovane, Samuel avrebbe potuto vantarsi:

Io sono più multimediale di te.

Beckett e JoyceSarà che quei ventiquattro anni tra Jimmy e Sammy fanno una generazione

di differenza, sarà che Joyce è morto, appunto, troppo presto, ma dei due è solo Beckett quello che si è potuto cimentare con la radio e la televisione. Beckett è forse il primo Premio Nobel multimediale: la sua stessa faccia è iconica, un po’ come quella di Che Guevara: diventi, prima o poi, carne da maglietta, o parte del palinsesto. Da giovane fai il galoppino di Joyce, da vecchio sei ancora in tempo a dire quanti fagioli ci sono nel barattolo di Raffaella Carrà (1983) o andare al Maurizio Costanzo Show (1982).
Compagnia (Company, 1979) quasi, sembra un trattato sulla televisione:

Più basso è il livello di attività mentale e meglio è di compagnia.

Oppure, la domanda definitiva:

Non si potrebbe migliorare l’ascoltatore?

E ad Hans Magnus Enzensberger, reso famoso da Caro Diario di Nanni Moretti:

Beckett avrebbe risposto che sì, è vero, la televisione è il nulla, ma c’è nulla e Nulla

E internet sarebbe piaciuta a Samuel Beckett?

A Joyce di sicuro: in fondo usava i suoi collaboratori (tra i quali Beckett…) un po’ come dei googlebot. E, sì, a Beckett sarebbe piaciuta tantissimo. Pensate a come suona bene Gli Ultimi MP3 di Krapp. Pensate che proprio ne L’Ultimo Nastro di Krapp (Krapp’s Last Tape, 1958) c’è già il germe del self-publishing:

Diciassette copie vendute, di cui undici con lo sconto speciale a biblioteche circolanti nei territori oltremare. Mi sto facendo conoscere.

E che dire di Facebook? Prendetevi Commedia (Play, 1963) e immaginatelo come una serie di aggiornamenti di stato paralleli, che Uomo vuole rimangano paralleli in un festival di username e password da ricordare per non far sapere a Donna1 di Donna2
E poi c’è Youtube: l’apoteosi del vedere. L’accesso a internet come la scaletta e il cannocchiale di Clov in Finale di Partita (Endgame – Fin de Partie, 1957) e là, fuori dalla finestra, dentro il monitor, così… troppe cose da vedere che alla fine non distingui (più) nulla:

Ma cosa vuoi che ci sia all’orizzonte?

Ebbene, su Youtube c’è, anche, Beckett. Ce n’è moltissimo. Opere intere. Come essere Krapp, ma con una webcam…

About QRob

Massimiliano "Q-ROB" Roveri writes on and about Internet since 1997. A philosopher lent to the IT world blogs, shares (and teaches how to blog and share) between Ireland and Italy.

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