Iscriviti e vinci il tuo racconto irlandese!

Ciao a tutti! Abbiamo bisogno di voi: vorremmo arrivare a duecento membri per il gruppo Irlandesi Dentro su Facebook entro San Patrizio, il 17 marzo.

We want YOU

Che cosa dovete fare?

Molto semplice: portare un amico! Fate iscrivere un vostro amico, per arrivare al più presto a quota 200!

Che cosa si vince?

Un racconto “su misura”: il duecentesimo iscritto e l’iscritto che lo ha portato nel gruppo saranno coinvolti nella scrittura di un racconto a tema irlandese con Max O’Rover, utilizzando uno strumento online con cui discutere la trama e i personaggi. Il racconto sarà pubblicato su Italish.eu.

Se vi piace l’Irlanda e volete raccontarla con noi, questa è una occasione da non perdere!

About maxorover

Ebbene sì. Max O'Rover parla anche Italiano. E in Italiano scrive. Un Irlandese con la geografia contro, ecco chi è Max O'Rover. Il falso vero nome (quindi vero o falso?) di Max O'Rover è, ovviamente, in Irlandese: Mach uí Rómhar. "Rómhar" è il ventre, ma anche il ventre della terra, quello in cui crescono i semi, in cui nascono gli alberi. Mica male per essere uno che non esiste, avere un cognome così evocativo. Prima o poi la scriverò, la vera falsa storia degli uí Rómhar. La storia del perché ci hanno cacciato via. Una storia fatta di boschi sacri che non abbiamo difeso, di maledizioni scagliate contro di noi da Boann. Un pugno di druidi falliti costretti a scendere a sud. Fino a che la maledizione sarà spezzata. Fino a quando potremo tornare. Quando sono in pausa pranzo, ogni giorno, mangio una mela. Non getto mai i semi della mela nella spazzatura. Li getto nel prato. Perché sotto sotto ci credo, alla maledizione. Mi ricordo la maledizione. Ma non ricordo quanti alberi devo far crescere: dieci? Mille? Un milione? Intanto continuo a gettare i semi nel prato, e ad aspettare il ritorno a casa.

Check Also

un anno di buio - ItalishMagazine

Un anno di buio, o: da un solstizio all’altro

Tranne un post da primo lockdown e qualche nota sul diario, nulla. Ma il solstizio d'inverno si avvicina, e volevo trovare un modo di ricordare, e ricordarmi, le cose che avevo scritto in precedenza, sul solstizio, e una cosa così irlandese, sul solstizio, che secondo me non ci avevano pensato neanche gli irlandesi. Glielo devo, al solstizio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.