Irlanda: dodici cose che so su di lei

Quando hai il mal d’Irlanda, uno dei sintomi è sicuramente quello di leggere tutto ciò che si trova sull’Irlanda stessa.

Che si tratti di narrativa, di saggistica… È una ricerca che non ha fine.

Credo davvero che mi accompagnerà per tutta la vita.

Il mal d’Irlanda? Una malattia da condividere

Un altro sintomo è sicuramente quello di dover condividere la malattia. Raccontando la propria Irlanda, raccontando le impressioni, le emozioni, le storie.

Questo post (ri)nasce da un vecchio progetto, uno dei calendari dedicati all’Irlanda stampato negli anni precedenti.

Dodici frasi erano per dodici mesi, per dodici immagini.

Ma in un post c’è un po’ più di spazio per riflettere su queste frasi…

Dodici sfumature d’Irlanda

L’inevitabile

In Irlanda l’inevitabile non accade mai e l’inaspettato succede costantemente.

(Sir John Pentland Mahaffy, 1839-1919)

In Irlanda a volte piove senza bisogno che ci siano le nuvole. Incontri persone che, sì, un minimo dubblio che alla fine non siano del tutto umane ti resta. E l’inevitabile non accade mai perché questo popolo ha fatto dell’ottimismo la sua vera fede.

Di biciclette

Perché si dovrebbe rubare un orologio quando si può rubare una bicicletta?

(da Il Terzo Poliziotto, Flann O’Brien, 1911-1966)

Per chi un po’ di Iranda se l’è fatta a forza di pedali, per chi si diverte a girare Dublino e dintorni, in bici, a lume di naso e pedalate, il poter immaginare Beckett, Joyce, lo stesso O’Brien in bicicletta è una gran bella soddisfazione.

Gabbiani

Fossimo noi bianchi uccelli, mia amata, sulla spuma del mare!
La fiamma della meteora ci stanca prima di appassire.

(da The White Birds, William Butler Yeats, 1865 -1939)

Sarà che Il Gabbiano Jonathan Livingston è il libro che ho iniziato a leggere da bambino e finito, qualche ora dopo, da adulto, ma i gabbiani, nonostante tutto, mi sanno ancora di libertà. Vederne a decine a godersi il sole e riposarsi dal vento, sul verde di un campo per gli sport gaelici… Beh: fa bene allo spirito.

Le Isole Aran

Sotto i muri di Inishmore / Ho nascosto un pensiero
Che venisse cambiato / Con qualcosa di vero

(da Inishmore, Cisco e la Casa del Vento)

Le Aran. Per certi versi, lì, ci sono nato. Che cosa potrei aggiungere che non sia troppo?

Il sole (quando c’è…)

Quando in Irlanda splende il sole, c’è forse un luogo più bello al mondo?

(da La Carne Di Un Angelo, Siobhan Dowd, 1960 – 2007)

Da una scrittrice per la quale il cancro ci ha impedito di sapere se sarebbe stata un’altra grande scrittrice irlandese. La risposta a questa domanda la sapete già:

No.

La magia

Sono certo che quest’isola qui fluttua sull’acqua, mentre l’altra, non saprei dire se è ancorata e a che cosa lo è.

(da Il Viaggio Di John O’Flaherty, Daniel Odier)

Uno dei miei libri preferiti su l’Iranda. Un libro completamente inserito nel contesto del realismo magico. Ma, del resto, non abbiamo già parlato del fatto che l’Irlanda è magica?

“Selvaggi”

Dite che siamo primitivi. Lo siamo. Solo donne e uomini primitivi lasciati indietro da ciò che voi chiamate progresso. Ma noi siamo felici.

(Coleman ‘Tiger’ King, the Man of Aran, ? – 1976)

Ancora, le Aran. E la dimostrazione del fatto che le tradizioni, in Irlanda, sono una cosa maledettamente viva, e seria. A quasi cento anni di distanza ci si confronta ancora con quello spirito.

Umor nero e contraddizioni

<< Oh, in Irlanda i protestanti sono tutti cattolici, sul serio.>>
<< È proprio il contrario, direi. O forse siamo tutti semplicemente pagani. >>

(da L’Intoccabile, John Banville)

Il passo è da un libro di uno dei miei autori irlandesi preferiti. Il paganesimo sottostante è una delle grandi, affascinanti contraddizioni irlandesi.

Il ritorno

E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora / E potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini, / balleremo leggeri sull’aria di un Reel.

(da In Un Giorno Di Pioggia, Modena City Ramblers)

L’Irlanda… e l’Italia. L’Irlanda e gli artisti, scrittori, musicisti italiani che la sognano, che la vivono, che la cantano, che la diffondono. In nome di quella strana sensazione che ci fa sentire Irlandesi Dentro…

Di luce e non

… una specie di grigio-nulla che in irlandese chiamano liath per descrivere il mare o i muri di pietra.

(da La Veglia, Anne Enright)

Perché certe volte il grigio nasconde ogni cosa. Ma certe altre volte anche il grigio è luce, in Irlanda.

Il cielo d’Irlanda (naturalmente!)

Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana
Il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna

(da Il Cielo D’Irlanda, Massimo Bubola)

E adesso trovala tu, se ti riesce, una definizione migliore del cielo d’Irlanda…

Appartenenza

Una grossa onda in mezzo all’oceano, per esempio, è una cosa molto solitaria e spirituale.
Farne parte, ecco.

(da Il Terzo Poliziotto, Flann O’Brien, 1911-1966)

 Persino dal più cinico degli scrittori dublinesi, un briciolo di poesia dedicata al mare. Perché anche quando sei a Athlone lo sai, che, per quante mucche e pecore e cavalli e campi tu possa aggiungere, siamo in mezzo al mare.

Immagine Copyright Tourism Ireland

About maxorover

Max O’Rover is the pen name of Massimiliano ‘Max’ Roveri. He started writing about Ireland in 2008, after nearly a decade of fascination with the country. He now lives in Dublin, not far from Cooldrinagh — Samuel Beckett’s birthplace — and within reach of Barrytown, real or imagined. Max has worked with Irish author Catherine Dunne since 2016 and co-directs the San Patrizio Livorno Festival. After a long Italian-language phase, he now writes primarily in English, in fiction, theatre, and essays. He is the author of The Butterfly Saviour, praised by John Banville; Three Lives, currently in progress; and She-Wolf Blood, which he hopes will make him rich. For the stage, he has written multilingual plays including Not-Beckett, which will premiere at SPLF25 and has earned praise from both Patrick Bixby and Federico Platania. When not writing, planting seeds, or cooking, Max plays Skyrim or Fallout 4 with his wife Maria Grazia, who is also his life support system.

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