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L’Irlanda di Beckett: alla scoperta delle radici di un immaginario

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L’Irlanda di Beckett / The Beckett Country: il mio intervento al San Patrizio Livorno Festival 2020

Il rapporto tra Samuel Beckett e l’Irlanda è sempre stato conflittuale.

Beckett faceva parte di una delle rare famiglie irlandesi protestanti nella cattolica Irlanda. Di irlandese, Beckett ha sempre conservato un certo gusto per lo humour nero, quello che lui stesso definiva il risus purus o riso dianoetico, cioè il riso che ride di ciò che è infelice.

Ma Beckett era un fuggiasco, un fuggiasco dalla sua lingua e dalla sua terra. La sua scelta di abbandonare la lingua madre (che alcuni psicanalisti hanno voluto, forse troppo frettolosamente, interpretare come una volontà di abbandonare la madre vera e propria) dal punto di vista stilistico ha prodotto risultati incredibili.

Volendo trovare a tutti i costi una collocazione geografica, è possibile dire che Samuel Beckett fosse “europeo”, geograficamente e storicamente europeo, eppure non confinabile in nessuna nazione in particolare.

Samuel Beckett visse la maggior parte della sua vita in Francia, ma l’Irlanda è comunque presente nelle sue opere come un modello atavico di riferimento.

L’intervento che propongo per l’edizione 2020 del San Patrizio Livorno Festival è un viaggio attraverso le fotografie di David Davison per il volume The Beckett Country, curato nel 1986 da Eoin O’Brien per celebrare l’ottantesimo compleanno di Samuel Beckett.

O’Brien e Samuel Beckett si conobbero a Parigi nei primi anni ’70.

Lo scrittore fu affascinato dall’osservazione di O’Brien che la crescente mole di studi critici sul suo lavoro (per lo più scritta da accademici non irlandesi) non riconoscesse la sua “irlandesità” e, di conseguenza, il suo umorismo.

Grazie al lavoro di O’Brien i riferimenti topografici cominciarono ad assumere nuovi significati. Se era chiaro da sempre che Tutti quelli che cadono fosse ambientato a Foxrock, non era altrettanto evidente che lo spunto per Giorni felici potesse essere una baia sul mare con il nome delizioso di “Jack’s Hole”, che una parte de L’ultimo nastro di Krapp si svolgesse sul molo di Dún Laoghaire e il luogo dell’appuntamento di Godot per Vladimiro ed Estragone fosse sulle montagne di Dublino.

L’Irlanda di Beckett

About Federico Platania

Federico Platania (Roma, 1971). Ha pubblicato racconti e romanzi, tra cui "Buon lavoro" (Fernandel, 2006) e "Il Dio Che Fa La Mia Vendetta" (Gallucci, 2013). È il curatore del portale italiano dedicato a Samuel Beckett www.samuelbeckett.it - Foto: uphostudio

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