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Dead Centre: Platonov al VIE Festival

La compagnia irlandese Dead Centre porta Platonov di Cechov al VIE Festival – Volentieri segnaliamo un’iniziativa “italish” da parte di VIE.
Vie Festival, attivo dal 2005, si pone l’obiettivo di

“attraversare la contemporaneità, di intercettare il delinearsi di nuove identità e soggettività nell’ambito dello spettacolo dal vivo”.

Si svolge annualmente in ottobre in diverse città dell’Emilia (Modena, Bologna, Carpi, Vignola) è organizzata da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Nazionale con sede a Modena, ed ha come principali finanziatori lo stesso ERT e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Mescolando generi, lingue e tecniche, Le vie dei festival ha proposto negli anni esperienze di grande teatro e scoperto nuove realtà. Tra gli artisti ospiti può vantare Carmelo Bene, Thierry Salmon, Lev Dodin, Peter Brook, Maguy Marin, Joseph Chaikin, Philip Glass, Robert Wilson e Peter Stein.

Dal 14 al 22 ottobre, Il festival propone una molteplicità di protagonisti, che si misureranno con una pluralità di spazi e di linguaggi, mirando a far cadere il pregiudizio del contemporaneo come sinonimo di incomprensibile ed elitario. Il festival si pone anche come luogo di produzione o coproduzione di opere originali che saranno realizzate appositamente e che successivamente si inseriranno in un circuito internazionale.

Oltre agli spettacoli VIE propone tutta una serie di attività collaterali quali letture, dibattiti, incontri, installazioni video-performative, conferenze, incontri.

In cartellone quest’anno anche la prima opera teatrale di Chekhov, Platonov, ad opera del collettivo Dead Centre di Dublino, compagnia rivelazione della scena internazionale, per la prima volta in Italia con uno spettacolo che porta in scena il primo grande dramma di Cechov, con una messa in scena che ravviva il dramma dell’autore riportando la sua lucida critica sulla nostra società e sul teatro.

Un precedente illustre di “ponte” tra letteratura russa e teatro irlandese quello di The Government Inspector di Nikolai Gogol, adattato appunto per il teatro da Roddy Doyle, nel 2011 per l’Abbey Theatre.

In questo caso, Il pubblico viene provvisto di cuffie dalle quali ascolta lo spettacolo e i commenti live (in italiano) di uno dei due registi su ciò che accade in scena, in un gioco di ‘regia sulla regia’.

Chekhov’s first play ha vinto il Best Sound Design e l’Irish Times Theatre Awards 2015.

Dello spettacolo hanno scritto:

“Un saggio su Cechov, sul teatro e sulla vita. Molto toccante.”

Suddeutsche Zeitung, Berlino

“Un’impresa brillante. Affascinante da guardare.”

Irish Times, Dublino

“Una versione iconoclastica e gioiosa di Platonov. Ci riporta all’essenza del teatro.”

Le Monde, Parigi

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