“Cronache da Dublino”: italish e Max O'Rover approdano su RadioElettrica con Claudia McDowell

“Cronache da Dublino”: italish e Max O’Rover approdano su RadioElettrica con Claudia McDowell

Sono entusiasta di annunciare il lancio di una nuova rubrica che porterà gli ascoltatori di RadioElettrica dritto al cuore della cultura irlandese, sotto la sapiente direzione di Claudia McDowell.

“Cronache da Dublino” si preannuncia come un viaggio radiofonico mensile su Radio Elettrica che esplorerà le storie, i personaggi e le curiosità di Dublino, città che sia io sia Claudia amiamo profondamente, e dell’Irlanda tutta.

Come, Max O’Rover, il mio “io irlandese”, sono particolarmente emozionato per questa avventura, non solo perché condividerò lo spazio radiofonico con Claudia, una conduttrice eccezionale e cantante dall’anima grandissima, ma anche perché questo progetto ci permette di celebrare il nostro comune amore per Dublino e l’Irlanda.

Il primo episodio di “Cronache da Dublino” ci porterà alla scoperta di Finglas, la “Spinaceto” di Dublino, luogo di nascita di Bono e immortalato, seppure “sotto falso nome”, dalla penna del grande scrittore dublinese Roddy Doyle. E sì: io ci ho anche vissuto a Finglas – e vi posso assicurare che non è affatto male!

Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare di cuore Claudia per avermi coinvolto in questo entusiasmante progetto.

Invitiamo tutti gli appassionati di cultura irlandese, musica, letteratura e semplici curiosi a sintonizzarsi su Radio Elettrica per non perdere “Cronache da Dublino”!

About maxorover

Ebbene sì. Max O'Rover parla anche Italiano. E in Italiano scrive. Un Irlandese con la geografia contro, ecco chi è Max O'Rover. Il falso vero nome (quindi vero o falso?) di Max O'Rover è, ovviamente, in Irlandese: Mach uí Rómhar. "Rómhar" è il ventre, ma anche il ventre della terra, quello in cui crescono i semi, in cui nascono gli alberi. Mica male per essere uno che non esiste, avere un cognome così evocativo. Prima o poi la scriverò, la vera falsa storia degli uí Rómhar. La storia del perché ci hanno cacciato via. Una storia fatta di boschi sacri che non abbiamo difeso, di maledizioni scagliate contro di noi da Boann. Un pugno di druidi falliti costretti a scendere a sud. Fino a che la maledizione sarà spezzata. Fino a quando potremo tornare. Quando sono in pausa pranzo, ogni giorno, mangio una mela. Non getto mai i semi della mela nella spazzatura. Li getto nel prato. Perché sotto sotto ci credo, alla maledizione. Mi ricordo la maledizione. Ma non ricordo quanti alberi devo far crescere: dieci? Mille? Un milione? Intanto continuo a gettare i semi nel prato, e ad aspettare il ritorno a casa.

Check Also

john banville - splf

Il supporto di John Banville al San Patrizio Livorno Festival 2023

John Banville, Lifetime Patron del SPLF, ha voluto rilasciarci questo messaggio in occasione dell'avvicinarsi del San Patrizio Livorno Festival 2023: Livorno, Ex Cinema Aurora, 16-18 giugno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.