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Cronache da Dublino Anno 2!

Cronache da Dublino Anno 2: torniamo a raccontarvi Dublino sul campo, in un modo tutto speciale!

Benvenuti a Cronache da Dublino Anno 2… e mezzo!

#CronacheDaDublino 2013 è stata una breve ma intensissima esperienza, il tentativo di raccontare Dublino in un modo diverso, bilanciato tra nuovi e social media da un lato e gusto per il racconto, per la narrazione, dall’altro.

Torno sulle strade di Dublino, quelle strade che adesso percorro tutti i giorni, in quello che sembra un sogno finalmente realizzato.

Andatevi pure a leggere come tutto è cominciato. Ovviamente vivere a Dublino ha fatto sì che la passione per la città che hai sempre amato, che hai sempre chiamato Casa, diventasse ancora più forte.

Ed è da questa passione che nasce Cronache da Dublino Anno 2.

Con ancora più storie da raccontare.

E con un nuovo modo di prenotare la chiacchierata letteraria più alternativa di Dublino: tramite Beemyguide, la piattaforma per il turismo culturale, sostenibile e in crowdfunding!

Questa la Playlist dei video dedicati a #CronacheDaDublino:

E qui potete trovare la Pinterest Board dedicata.

Se cercate un walk tour o una guida turistica non possiamo aiutarvi.

Ci divertiremo tantissimo insieme, invece, se siete interessati a parole come flash literature, blogging e, ovviamente, alla letteratura irlandese.

Benvenuti nella mia città con Cronache da Dublino Anno 2!

About maxorover

Ebbene sì. Max O’Rover parla anche Italiano. E in Italiano scrive. Un Irlandese con la geografia contro, ecco chi è Max O’Rover.
Il falso vero nome (quindi vero o falso?) di Max O’Rover è, ovviamente, in Irlandese: Mach uí Rómhar. “Rómhar” è il ventre, ma anche il ventre della terra, quello in cui crescono i semi, in cui nascono gli alberi. Mica male per essere uno che non esiste, avere un cognome così evocativo. Prima o poi la scriverò, la vera falsa storia degli uí Rómhar. La storia del perché ci hanno cacciato via. Una storia fatta di boschi sacri che non abbiamo difeso, di maledizioni scagliate contro di noi da Boann. Un pugno di druidi falliti costretti a scendere a sud. Fino a che la maledizione sarà spezzata. Fino a quando potremo tornare.
Quando sono in pausa pranzo, ogni giorno, mangio una mela. Non getto mai i semi della mela nella spazzatura. Li getto nel prato. Perché sotto sotto ci credo, alla maledizione. Mi ricordo la maledizione. Ma non ricordo quanti alberi devo far crescere: dieci? Mille? Un milione?
Intanto continuo a gettare i semi nel prato, e ad aspettare il ritorno a casa.

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