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L’occhio malefico, tra Balor e Medusa

Siamo molto contenti di ospitare su ItalishMagazine Giuseppe Fraccalvieri, autore de Il Signore della Terra. L’opera esplora la figura mitologica di Medusa nelle sue varie declinazioni. In questo confronto, che coinvolge elementi provenienti da diversi popoli, ha riservato uno spazio rilevante alle analogie con la mitologia irlandese, che ha una sua figura “dall’occhio malvagio”: Balor. 

Da Medusa a Balor

Medusa, una delle tre Gorgoni, è ancor oggi una delle figure mitiche più presenti nel nostro immaginario collettivo, oltre che nell’arte e nella cultura pop. La sua chioma di serpenti e il suo sguardo che pietrifica sono ovunque.

Non è nozione altrettanto comune, però, come dietro Medusa ci sia una maschera primitiva diffusa presso varie culture in diversi continenti. Si tratta di un problema noto dalla seconda metà dell’Ottocento.

Giuseppe Fraccalvieri

L’autore de Il Signore della Terra, e di questo articolo, opera da oltre un decennio nel campo della comunicazione, dell’informazione e dei social media (oltre che come traduttore), e collabora con testate locali e nazionali.

I miei studi sull’argomento mi hanno portato a notare come il mostro e Kronos/Chronos tendessero a sovrapporsi o essere complementari.

Questo troverebbe conferma a livello macroscopico, poiché il doppio parallelo tra gli indiani Yama/Kāla e i greci Kronos/Chronos è stato analizzato da studiosi quali Scheftelowitz, Brelich e Lincoln. In questo doppio parallelo, Kāla è tipicamente mostrato con una maschera assai simile a quella della Gorgone, in Asia Meridionale e nel Sud Est asiatico.

Ho potuto continuare il discorso anche nel mondo celtico, seguendo i passi di altri due studiosi, Marie-Henri d’Arbois de Jubainville (1884) e Alexander Haggerty Krappe (1927), che a loro volta relazionarono il re fomoro Balor al mito di Perseo e al contempo a Kronos.

In Irlanda, l’espressione sempre consueta di “occhio di Balor”, suil Baloir, indica il malocchio, che a sua volta è strettamente legato a Medusa.

Nelle parole di Krappe (1927, pp. 1-2), “Balor, che aveva un occhio in mezzo alla fronte e un altro dietro la testa, il quale, non differentemente dal volto della Gorgone, avrebbe ucciso chiunque lo guardasse. Per questa ragione lo teneva coperto”.

In un’altra versione del mito, Balor ha il terzo occhio nel mezzo della fronte, per mezzo del quale ha il potere di bruciare ogni cosa nel mondo sulla quale volge lo sguardo.

Lo studioso non nomina un lemma nel lessico della Suda (kappa 2469 Adler) che parla di un occhio di Kronos, ma considerando che questi è tipicamente velato, si ritiene la cosa rilevante.

Più di recente, Patrice Lajoye (2015) ha notato – a partire da Balor e da Yspaddaden Penkawr de – la grande diffusione del motivo legato a una figura spesso non giovane, dalla palpebra o dalle sopracciglia eccezionalmente lunghe e cadenti.

Il motivo è diffuso ampiamente non solo in Eurasia, ma pure nelle Americhe: di particolare interesse è, anche qui, la Grecia, però, a possedere la singolare caratteristica è un’orchessa, che ha due sorelle (come in effetti erano le tre Gorgoni, e in effetti, le Gorgoni e alcuni loro paralleli sono spesso definiti proprio così).

Lo stesso Lajoye ne esclude però l’inerenza in materia, perché questa ci vedrebbe troppo bene: pare un’eccezione debole, visto che il principio del discorso è lo stesso Balor, in grado di uccidere allo stesso modo con lo sguardo.

In conclusione, Lajoye ritiene che questa caratteristica costituisca un mitema o un motivo assai antico e diffuso, che non si ricollega a un racconto preciso. Anche qui, come nel mio lavoro, mi sembra invece di dover notare che se i racconti sono sicuramente diversi, gli elementi tendono a ricollegarsi a figure assimilabili ai paralleli della Gorgone.

Bibliografia

  • Marie-Henri d’Arbois de Jubainville, Cours de littérature celtique, tome 2: Le Cycle Mythologique irlandais et la Mythologie Celtique, 1884
  • Giuseppe Fraccalvieri, Il Signore della Terra, 2016
  • Alexander Haggerty Krappe, Balor With the Evil Eye: Studies in Celtic and French Literature, 1927
  • Lajoye, Patrice, Balor et Yspaddaden de par le monde: à propos du motif F571.1. Nouvelle
    Mythologie Comparée / New Comparative Mythology 2 2015; pp. 53–102.

Immagine: Tourism Ireland

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