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Vi racconto il mio ‘Aritmie d’Irlanda’: capitolo II – Glendalough

Secondo articolo della serie dedicata all’uscita del mio  ‘Aritmie d’Irlanda’.

Con Imbolc, ci si allontana dall’inverno.

Il tempo atmosferico è ancora indeciso ed instabile e una volta era sconsigliato intraprendere lunghi viaggi. Questa era la festa della famiglia; Imbolc veniva celebrata con i propri cari, familiari e non.

Anche Sara, partendo, decide di allontanarsi dal suo “improvviso inverno”; ma non rimane tra le calde e sicure mura domestiche insieme al padre, decide di partire per conoscere quella parte della famiglia che non conosce. Per lei è l’inizio di una strada, con coraggio si rifiuta di “lasciare alla paura il timone della mia vita”.

Con i primi incontri si avvicina ad Ostara, l’equinozio di primavera dove nuove energie, nuovi racconti e nuove scoperte vanno ad alimentare ciò che in lei era appena nato: la curiosità di conoscere, di comprendere e di completarsi.

A Glendalough, nel 549 venne costruito un monastero con una scuola annessa.

Quel luogo, fino a poco tempo prima, era completamente deserto.

Cosa lo ha reso improvvisamente talmente importante da costruirci un monastero ed una scuola? Kevin. Scappato dallo zio che voleva nominarlo abate, Kevin si rifugiò nella allora deserta “valle dei due laghi” per passare il suo tempo come eremita ed in solitudine.

Purtroppo per lui, qualcuno lo scoprì e da quel momento, molti si avvicinarono a lui incuriositi e desiderosi di seguire le sue orme.

Molte sono le leggende e le storie a lui associate, come per esempio quella secondo cui mentre Kevin stava pregando in solitudine, un cinghiale che stava scappando da alcuni cani che lo rincorrevano, si diresse verso di lui. Quando i cani lo raggiunsero, si fermarono e si sedettero.

Glendalough è un luogo di pace e tranquillità, dove si può sentire la natura bisbigliare.

“Mi disse che bisognava avere la mente sgombra e il cuore aperto per poter sentire bisbigliare la natura.”

Sono queste le parole che Sara ode da Ailis mentre le mostra una foto di sua madre scattata proprio a Glendalough.

È in questa seconda parte che Sara apprende che sua madre era diversa rispetto a quello che lei ricordava. Racconti, episodi e sfumature del carattere della madre muovono qualcosa dentro di lei che cerca di comunicarle che i ricordi possono nascondere altro, che non tutto è come sembra.

” Questo incontro non si è neanche lontanamente avvicinato a come me lo ero immaginato. I ricordi che ho di mia madre stridono con quello che Ailis mi ha raccontato.”

Alla prossima!

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