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Vi racconto il mio ‘Aritmie d’Irlanda’: capitolo I – Sara

Siamo ormai distanti dall’inizio del nuovo anno celtico, periodo di stretti rapporti spirituali con gli avi; dove un tempo ci si riuniva durante le lunghe notti invernali e si raccontavano storie.

Abbiamo superato il solstizio d’inverno, momento dove tutto sembra essere in pausa, in attesa di un qualcosa che verrà. Lentamente le giornate si allungano e la luce, sempre più presente, porta con sé la promessa di una nuova rinascita. È proprio in questo periodo dell’anno che, sotto l’ala protettrice della casa editrice Antonio Tombolini Editore, per la collana Amaranta, è appena stato pubblicato il mio libro ‘Aritmie d’Irlanda’.

L’Irlanda è presente sia come sfondo che, a volte, come coprotagonista; insieme alle sue nuvole veloci, il suo verde brillante, i suoi luoghi senza tempo e la sua storia a metà tra fiaba e realtà.

Ma andiamo con ordine ed iniziamo a conoscere Sara (la protagonista del libro) e la sua Irlanda.

Sara conduce una vita tranquilla: abita con il padre, ha una migliore amica e frequenta l’università. È il suo cuore a nascondere un segreto che con il tempo viene scoperto: le viene diagnosticata la “cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro”. Malattia genetica che ha ereditato dalla madre, morta quando lei era ancora una bambina.
La sua vita viene completamente capovolta, le sue certezze vengono a mancare e nuove domande, insieme a frammenti di vita che pensava dimenticata, si fanno prepotentemente strada nella sua mente.

Ricorda il momento in cui il suo cuore aveva attirato la sua attenzione, in cui voleva comunicarle qualcosa:

“Per la prima volta, quel giorno, il mio cuore aveva battuto seguendo un ritmo tutto suo, personale. Tenendo il tempo di una melodia che solo lui percepiva.”

Ed un particolare profumo le ricorda che lì, in Irlanda, lei ci è già stata.

“Non ricordo nulla di quelle estati ma ricordo il profumo dell’oceano.”

Sì, perché la madre di Sara era irlandese e spesso si recavano nella verde terra per far visita alla nonna. Questo significa che i suoi parenti potrebbero avere la sua stessa malattia ed è per questo che decide di partire alla volta dell’Irlanda. Questa decisione, presa nel momentaneo buio in cui improvvisamente si ritrova, la porterà a scoprire una nuova se stessa strettamente connessa all’isola di Smeraldo.

Tra le prime tappe del viaggio di Sara troviamo Athlone e le Cliffs of Moher.
Athlone è una cittadina situata sulle sponde del fiume Shannon, più o meno a metà strada tra Dublino e Doolin (prima vera destinazione).
È qui che rimane colpita dai colori delle case e dalle loro… forme. Visita il castello, mangia qualcosa in uno dei ristoranti del luogo e si siede sulla sponda del fiume Shannon per ammirare il paesaggio. È in quel preciso istante che ha la sua prima esperienza con l’imprevedibile e dispettoso tempo irlandese:

“All’improvviso sento uno strano rumore provenire da sinistra. Il tempo di girarmi e capire cosa sta per succedere che mi ritrovo fianco a fianco con una colonna di pioggia. Sembra che mi indichi… vuole proprio me.”

La seconda esperienza l’avrà alle Cliffs of Moher, dove un tenace ed intermittente vento l’accoglierà. Tappa obbligatoria per Sara, perché il profumo dell’oceano che ricorda è lo stesso profumo che si sente su quelle scogliere, ed è anche il luogo dove io ho deciso di scrivere un libro per l’Irlanda (ma quella è un’altra storia).

All’inizio di questo viaggio, Sara non percepisce l’Irlanda come la sua terra anche se per metà scorre nelle sue vene e non ha ricordi dei giorni passati a casa della nonna a Doolin. Non sa se riuscirà ad incontrare tutti i suoi parenti, a recuperare il rapporto con sua nonna (che non sente dalla morte della madre) e, soprattutto, non sa se si sentirà male durante il suo viaggio. Comunque sia, il viaggio ormai è iniziato e lei non può cambiarne la rotta.

Questa è la storia di Sara connessa all’Irlanda, questo è il racconto che è diventato il mio libro, questo -alla fine- non è che un insieme di vissuti.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura! Alla prossima.

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