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I Grandi della Musica Irlandese: Andy Irvine – 2

Continua il nostro viaggio nella musica di andy Irvine con la seconda parte dell’articolo a lui dedicato.

Siamo a metà anni ’80 e il nuovo progetto del vulcanico Andy si chiama Mosaic, una superband folk che anticipava (in tempi forse non ancora maturi) il concetto di world music che si sarebbe sviluppato negli anni a seguire.
Per questo coraggioso esperimento, che avrà la durata di un’estate, Irvine chiama a raccolta dall’Ungheria Márta Sebestyén, dall’Austria Hans Thessink, dalla Danimarca Lissa Ladefoged, e in un primo momento dalla Scozia Dougie MacLean, che venne ben presto sostituito dagli Irlandesi Declan Masterson, virtuoso uilleann piper, e dall’amico Dónal Lunny.

Più consistente e duraturo è invece il sodalizio che si forma l’anno successivo, il 1985, quando insieme a Kevin Burke (ex violinista de The Bothy Band), al chitarrista e cantante Gerry O’Beirne e al fisarmonicista Jackie Daly (che allora suonava con i De Dannan), parte per una tournée negli Stati Uniti presentandosi al pubblico col nome piuttosto pomposo di The Legends of Irish Music.
Irvine stesso nelle sue note biografiche esprime il suo imbarazzo per tale nome, ma non dimentica che gli era stato attribuito in America, che definisce il Paese dell’Iperbole; parliamo, a ogni modo, di quattro musicisti Irlandesi di prima grandezza.
Con un corretto esercizio di modestia, in ogni caso, i quattro, con Arty McGlynn al posto di O’Beirne, cambieranno presto il nome in Patrick Street, formazione che dal 1987 a oggi ha dato vita ad otto album registrati in studio ed uno dal vivo, con alcuni picchi d’eccellenza, come il primo omonimo Patrick Street (1987) e Irish Times (1991), in cui compare il pezzo forse più famoso del gruppo, Music For A Found Harmonium.

Nel 1994 Ged Foley sostituì McGlynn e dal novembre 2007 John Carty è subentrato a Daly (i quattro suonano in un simbolico passaggio di consegne nell’ultimo dei loro album, On The Fly, del 2007). In seguito, McGlynn ha preso nuovamente il posto di Foley come chitarrista del gruppo.

Quasi superfluo aggiungere che nel frattempo Andy si è impegnato in diverse ulteriori imprese, fra cui un paio di lavori solisti; nel 1991 esce Rude Awakening, con una serie di ritratti di eroi del Novecento (James Connolly, Emiliano Zapata e Raoul Wallenberg, che salvò migliaia di Ebrei dall’eccidio nazista) e un pezzo simbolo della musica di Irvine, il suo personale, toccante, tributo al maestro Woody Guthrie: Never Tire Of The Road.

L’anno dopo esce finalmente su disco l’espressione del suo amore per la musica dei Balcani: infatti, insieme a Davy Spillane (che suona uillean pipe e flauti, come aveva fatto per i Moving Hearts) e Bill Whelan (alle tastiere) suona nel disco East Wind. Il suo terzo album da solista invece verrà registrato nel 1996 e si intitolerà Rain On The Roof.

Way Out Yonder è invece il titolo del suo quarto lavoro solista, che esce a gennaio 2000 e per il quale chiama a raccolta a suonare i loro strumenti alcuni dei suoi migliori amici, come Máire Breatnach (violino), Steve Cooney (chitarra), Declan Masterson (uilleann pipes e flauti), Liam O’Flynn (uilleann pipes), Nikola Parov (polistrumentista) e Cormac Breatnach (flauti).

Nel 2002 giunge invece il momento di realizzare una “dream band” che riprende un suo progetto degli anni precedenti; il tutto inizia con un tour in Australia e la band prende il nome di Mozaik (questa volta con la K finale). Gli altri membri sono Parov e Lunny, con cui aveva collaborato in passato, il pluristrumentista danese Rens van der Zalm e Bruce Molsky, che suona violino e banjo a 5 corde. Due sono gli album da loro realizzati : Live from the Powerhouse (2003) e Changing Trains (2007).

Nel frattempo Irvine non perde nessuna opportunità di suonare con chi stima e nel 2004 si riunisce nuovamente il leggendario gruppo dei Planxty per una serie di concerti che hanno il loro culmine in 10 serate “sold-out” allo storico Vicar Street di Dublino, con registrazioni live che in seguito usciranno in CD e DVD.

Nel 2005 il supergruppo continua a esibirsi in Irlanda e anche al The Barbican di Londra, con performance di altissimo livello, forse superiori a quelle di qualsiasi altro periodo. Nel 2008 invece Andy si riunisce a Paul Brady per uno speciale concerto alla Royal Concert Hall di Glasgow, commemorando 30 anni dopo il loro grande disco del 1976.

A settembre 2009, insieme al chitarrista e cantante John Doyle, si esibisce per 3 concerti di grande successo all’Irish Arts Center di New York City.

Infine, il 16 e 17 giugno 2012, in occasione del suo 70° compleanno, a Vicar Street si tiene un concerto nel quale si uniscono a Irvine sul palco  molti dei suoi amici e collaboratori, come Paul Brady, i Mozaik (Dónal Lunny, Bruce Molsky, Rens van der Zalm, Nikola Parov), Liam O’Flynn, Paddy Glackin, Johnny Moynihan, Terry Woods, George e Manoli Galiatsos.

Fin qui (in grande sintesi) la storia scritta di questo straordinario cantante, una delle voci più importanti ed uno dei talenti più creativi della musica Irlandese a cavallo fra i due ultimi secoli e un musicista superbo, un vero e proprio genio di mandola, mandolino e bouzouki.

E ciò che più conta, un artista che non ha ancora finito di scrivere questa storia…

About Aindrèas Ridire

Amante d’Irlanda, viaggiatore per professione, viaggiatore per hobby, mastro libraio e topo di birreria, consumatore compulsivo di libri gialli e di Harp e Smithwick’s, afroirlandese nell’animo, ha lasciato il suo cuore in Donegal mentre il suo corpo vaga fra le strade del vino della Trinacria, si emoziona e studia al suono di violini, uilleann pipes, arpe, e bodhrán, innamorato della vita e della sua compagna per la vita.

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