Home / Musica irlandese / An Italish session? Due chiacchiere sulle trad sessions in Toscana #1

An Italish session? Due chiacchiere sulle trad sessions in Toscana #1

Con Róisín Aiteann Gallda degli Hidden Note ci eravamo incrociati in un pub che è diventato mitico. C’è chi, su quel famigerato pub e i suoi “abitanti”, ha scritto persino dei libri… Dopo anni ci siamo ritrovati a parlare, come sempre, di Irlanda e di Irlandesi, in occasione di una trad session di Hidden Note all’ExCinema Aurora di Livorno.
E Róisín ci ha regalato due post sul quando, il come e perché delle trad session “Italish” in Toscana.

Se la giocano con

Ma… In Un giorno Di Pioggia la suonate?

La domanda successiva di solito è:

Ah, musica irlandese… E come mai proprio musica irlandese..?

Seguono poi, in ordine sparso:

Ma siete Italiani?

Ma dove avete imparato?

Ma state improvvisando? Cioè non leggete la musica?

E

Ma Braveheart la sapete? E la musichina di quando Di Caprio balla con la Winslet in Titanic?

E allora cominciamo con qualche risposta: sì, in quella scena l’orchestra suona una polka irlandese e sì, la suonavamo pure, ma abbiamo deliberatamente smesso quando è uscito il film…

Ecco, al di là di poche eccezioni (Italish è una di quelle ma non vale perché MaxMaG sono italish, appunto!) questa grossomodo è la conversazione tipo che ti capiterà se siedi al tavolo del pub con pinta e bodhrán.
E allora magari se siete qui che leggete volete qualche risposta… Ma non è che ne avrete troppe. Anzi, spero che vi sorgeranno ancora più domande.

Trad Sessions in Toscana: come, e quando, cominciò

Questo è (almeno un pezzo de) la storia di quello che sta alle spalle del collettivo di musica tradizionale irlandese toscano e oltre, quello che ha dato vita alle trad session al Fiddler’s Elbow di Firenze, al JJ Hills Pub di Fiesole, al Circolo ExCinema Aurora di Livorno, al gruppo “formale” che si chiama Hidden Note e tanto altro…

Esistono alcune tappe fondamentali in questa storia, come per ogni storia che si rispetti: un principio, e tutto più o meno comincia in una città di mare, e non potrebbe essere altrimenti; e alcune figure fondamentali, come quella di Matt Rogers, filosofo irlandese trasferito in Italia che a tempo perso spilla pinte nei pub.
All’epoca dei fatti del c’era una volta un embrione fatto di musicisti con quattro-dischi-quattro in tasca (Clannad, The Dubliners, Planxty e The Bothy Band – ok: per dirla tutta c’erano anche Christy Moore e Dougie McLean, che però è Scozzese) aveva improvvisato un gruppo pretend-to-be-Irish-trad.

Da Roma a Firenze, passando per… Belfast

Il concetto di trad session era una nozione di cui si vociferava per sentito dire da terzi, se non addirittura quarti… approdare al Bean An Tí dove stentavi una versione di Star Of The County Down e il publican zittiva il pubblico ci fece sentire come deve essersi sentito Schliemann quando trovò i resti della città di Troia.
Quando il filosofo spillatore di birra si trasferì a Livorno, aprendo il mitologico Bridget O’Reilly’s Pub, c’era stato già un passo fondamentale dalle inevitabili conseguenze: l’incontro dei nostri con alcuni dei precursori dell’Irish trad in Italia, membri di un gruppo (anche questo un collettivo più che una band) cresciuto all’interno del Folk Studio, altrettanto mitico locale romano (se non sapete cos’è il Folk Studio, saltate un turno e cercatevelo su Wikipedia). Il nome del gruppo era Bogside (se non sapete cos’è il Bogside, andate nella casella prigione!).
I Bogside avevano intrecciato una “relazione” con Belfast; grazie a loro qualcuno di noi era volato in Irlanda, era arrivato fino a Belfast e nel frattempo aveva anche capito che Star of the County Down era ormai una pub song,  e che esistevano anche i generi, Suantraí, Geantraí e Goltraí, e gli stili regionali. Non a caso era nato anche il San Benedetto in Alpe Folkfest, festival di musica e danza irlandese (con incursioni danzerecce in Europa), appositamente creato per “diffondere il verbo” attingendo dalla fonte.
Era il punto di non ritorno: nulla sarebbe stato più come prima.

Il filosofo spillatore, dopo anni gloriosi, da Livorno si sposta a Firenze, al Fiddler’s Elbow (ce n’è uno anche a Roma, in cui si suona Irish trad da più di 25 anni, e se vi state chiedendo se c’è un’analogia, la risposta è sì, la proprietà è la stessa) e i nostri lo seguono. A quel punto il gruppo è più o meno composto dagli elementi di adesso; alcuni se ne sono andati per altre strade rispetto agli inizi, altri si sono aggiunti come è naturale che sia, arrivando poi a sconfinare dalla Toscana anche in Romagna. Un po’ come una pandemia (speriamo…).

Fin qui un po’ di cronistoria. Nel prossimo post risponderemo a un po’ di domande.

About QRob

Massimiliano "Q-ROB" Roveri writes on and about Internet since 1997. A philosopher lent to the IT world blogs, shares (and teaches how to blog and share) between Ireland and Italy.

Check Also

Presentata l’edizione 2017 di Eire! La Festa dei Suoni d’Irlanda

Accordate i vostri strumenti… Arriva EIRE! 2017, il Festival di Musica Irlandese di Bondeno!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

This website uses to give you the best experience. Agree by clicking the 'Accept cookies' button or Decline by clicking 'Decline cookies'.