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Acque Sante

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La seconda volta che sono stato sulle Aran ci sono arrivato dritto dritto dall’Orrore. Cioè, per chi non lo sa, dal peggior posto di lavoro che abbia mai avuto. Altrimenti non l’avrei chiamato Orrore, giusto? Vabbè.
Era la seconda volta che andavamo, ma la prima che saremmo rimasti. Rimasti almeno per qualche giorno (così come faremo questa prossima volta)… Io non me lo ricordo se accadde proprio quando arrivammo. Ma ricordo perfettamente che accadde, non me lo sono sognato (e ho anche una testimone!): sul vialetto che dalla strada portava all’ingresso di An Crugán pioveva. Era una di quelle giornate irlandesi perfette in cui il tempo cambia ogni cinque minuti, ma il sole torna sempre: roba da mettere in crisi anche il più pessimista dei pessimisti. E c’era una nuvola così piccola che faceva piovere su quel vialetto. Non sulla strada, non sul B&B: solo esattamente sul vialetto. I ricordi se ne stanno lì, come quei rametti su cui si depositano i cristalli di sale, citati da Stendhal per spiegare che cosa è l’amore. E così ho finito per ricordare quel momento come un rito di passaggio che l’Isola aveva scelto per lavare via l’Orrore, prima di farci dormire su di sé, prima di accoglierci nell’Occidente (che è una condizione mentale specifica di chi vive sul bordo del Nulla). Quando sei all’inizio di un arcobaleno mica te ne accorgi, e l’arcobaleno, si sa, è una porta verso l’Altrove. Del resto le Aran sono da sempre famose per le acque magiche dei toibreacha, i pozzi di acque miracolose associate a qualcuno dei tanti Santi che avrebbero vissuto sull’Isola. Ai pozzi, preferisco di gran lunga quella nuvola magica, di quell’arcobaleno (non) visto dall’interno…

About QRob

Massimiliano "Q-ROB" Roveri writes on and about Internet since 1997. A philosopher lent to the IT world blogs, shares (and teaches how to blog and share) between Ireland and Italy.

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