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Turlough O’Carolan – L’ultimo bardo

Non potevamo non dedicare un articolo al più grande arpista irlandese di tutti i tempi. Turlough O’Carolan, soprattutto per noi arpisti, è una figura assolutamente importante, ma forse non è così per chi visita l’Irlanda per la prima volta o si è da poco avvicinato alla sua storia.

Conosciamo insieme dunque questo personaggio che potremmo definire “l’ultimo bardo”, in quanto ha fatto conoscere la cultura e la musica irlandese nel mondo.

Turlough O’Carolan: la nascita e la giovinezza

Turlough O’Carolan nacque a Nobber (an Obair in gaelico) nella contea di Meath nel 1670.

Suo padre era un umile maniscalco e mai si sarebbe aspettato che suo figlio sarebbe diventato un musicista e poeta di così gran fama.

Fu grazie al trasferimento della famiglia a Ballyfarnan (Béal Átha Fearnáin) nel Roscommon, dove il signor O’Carolan trovò lavoro presso la nobile famiglia MacDermott Roe, che il giovane Turlough ricevette un’educazione elevata.

Subito mostrò un grande talento per la composizione poetica e l’arpa ma divenne cieco a 18 anni a causa del vaiolo.

Viaggiando per l’Irlanda

Ciononostante decise di intraprendere un viaggio attraverso l’Irlanda suonando nelle corti dei nobili dell’epoca, mestiere che portò avanti per 50 anni e gli permise non solo di comporre brani di grande bellezza, ma anche di conoscere la tradizione popolare e salvarla dall’oblio, in quanto in precedenza non era stata mai messa per scritto.

O’Carolan riuscì ad unire sapientemente la musica classica e barocca con lo stile più popolare, e fu un grande ammiratore della musica italiana dell’epoca.

A questo proposito si narra che durante la visita di Francesco Geminiani a Dublino era presente anche O’Carolan che fu sfidato dal musicista italiano a riprodurre all’arpa il quinto concerto per violino di Antonio Vivaldi, senza averlo mai sentito prima.

Grazie al suo orecchio eccezionale, allenato negli anni e ulteriormente sviluppatosi grazie alla cecità, O’Carolan riuscì a riprodurre immediatamente il pezzo con grande sorpresa di tutti.

Da lì nacque una delle sue più belle e conosciute composizioni: il Carolan Concerto.

Nel 1720 O’Carolan sposò Mary Maguire e dal loro matrimonio nacquero 7 figli, 6 femmine e un solo maschio, che seguì le orme del padre come arpista e pubblicò, postume, le sue opere: oltre 200 composizioni.

Diciotto anni dopo l’ultimo bardo si spense, 5 anni dopo la moglie, e venne sepolto nella cripta della famiglia MacDermott Roe.

Ma la sua fama ed il suo nome erano destinati a sopravvivere sfidando il tempo ed i secoli.

Ancora oggi Turlough O’Carolan resta un figura importantissima per la musica irlandese e gli arpisti di tutto il mondo.

In suo onore ogni anno si tiene a Nobber l’O’Carolan Harp Festival che prevede una scuola estiva e un concorso internazionale per arpisti.

Inoltre sia a Nobber che a Mohil sono state erette statue che lo raffigurano mentre suona l’arpa.

Presso la San Patrick Cathedral di Dublino è anche possibile vedere il cuscino che egli utilizzava per sedersi sulle panche durante le cerimonie e messe.

turlough o'carolan

 

About Claudia Murachelli

arpista, soprano e amante d’Irlanda

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2 comments

  1. Aindreas Ridire

    Grazia Claudia,
    ottimo articolo, presentazione dettagliata ma con sentimento, il sentimento naturale che solo un’altra arpista poteva metterci.
    Go raibh míle maith agat!

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