Alcuni dei post più visitati di ItalishMagazine contengono una ItalishMagazineMap. Il post più letto in assoluto, #happybday Christy Moore, contiene la ItalishMagazineMap che abbiamo “regalato” a Christy Moore nel 2012 per il suo compleanno. Le ItalishMagazineMap sono forse l’elemento più caratteristico di ItalishMagazine: rispecchiano la filosofia con cui ci approcciamo all’Irlanda, un territorio che per noi è paesaggio e persone, certo, ma anche cultura, libri, musica. E i territori, certamente, hanno bisogno di mappe per essere esplorati.
Come si arriva al rugby in questo post assolutamente inutile? Tutto cominciò nel Donegal. Eravamo arrivati a Donegal Town freschi freschi da Drumcliff, dalla tomba di Yeats. Aveva cominciato a piovere a dirotto mentre aspettavamo il coach di Buseireann che, per fortuna, non era in ritardo. Foursquare diceva che eravamo in the middle of nowhere. Foursquare aveva ragione…
Boh, forse questa non è neanche, una recensione. Vediamo cosa ne viene fuori… E partiamo con un bel classico:
a che cosa servono gli scrittori, ammesso che siamo mai serviti a qualcosa, ammesso che possano ancora servire a qualcosa? Perché le cose si sono complicate, e ora ci sono scrittori che non scrivono libri e non-scrittori che scrivono libri. Da qualche parte avevo già parlato di questa cosa dei non scrittori. Perché c’è anche chi si dichiara non-scrittore e se ne vanta. Chi, per esempio? Non lo scrivo. Su questo blog non ce lo voglio, né tag né altro.
Questo post, libro dopo libro, si popolerà sempre di più dei luoghi citati nei libri che avremo mappato. Vi permetterà quindi di creare il percorso narrativo, o turistico, che preferite. Potrete scegliere un luogo specifico e immergervi nei libri che lo hanno utilizzato come scenario, oppure creare un percorso on the road sulle orme di un personaggio o di una trama. E se Irish Literature Mapped! vi piace, non esitate a farci sapere come vorreste renderlo ancora più ricco e interattivo: se avete un luogo o un libro del cuore, aiutateci a mapparlo!
La letteratura irlandese è spessissimo letteratura del territorio. Con questa mappa saremo sulle orme di Quirke (il suo nome di battesimo non è ancora mai comparso nei libri…), l’anatomo-patologo nella Dublino degli Anni Cinquanta, in Dove È Sempre Notte (Guanda, 2007. Originale: Christine Falls, 2006) di John Banville.
Non un semplice noir, e soprattutto, un libro di colui che forse è attualmente il miglior romanziere irlandese. Anche quando scrive sotto lo pseudonimo di Benjamin Black…
Qualche giorno fa Paulo Coelho ha avuto la bella idea di andare a sfrugugliare nell’alveare letterario grande come un continente che risponde al nome di James Joyce scatenando un bel vespaio.
Si sa benissimo che, quando non si parla di letteratura ma di mercato dei libri, vale l’adagio del bene o male purché si parli di me.
The day I met John Banville…
C’era una volta la Guinness. E la Guinness era l’Irlanda. Non lo diciamo noi: lo dice, per esempio, un certo John Banville
Tra viaggiare e andare in vacanza c’è una bella differenza. L’Irlanda per me, poi, è un discorso tutto suo. Per me l’Irlanda è casa, e il resto conta poco. Comunque il prossimo (quindicesimo) viaggio in Irlanda è diverso. Per la prima volta dopo molto tempo non si tratta di un ritorno, ma visiteremo luoghi sconosciuti… Un po’ di Sligo, Derry, e in mezzo, soprattutto, Inishowen. La scelta dell’itinerario non è casuale. E di sicuro non si tratta di una vacanza… Perché se la vacanza tende al vuoto…