L’Irlanda è famosa anche per essere un posto alquanto… piovoso. Questo ultimo inverno è stato particolarmente lungo e sono in parecchi nell’Isola Verde a pregare per la primavera. Intanto, mentre aspettano il sole, gli Irlandesi cominciano a pianificare un semestre di iniziative tra musica, teatro e altre manifestazioni che si preannuncia, complice sicuramente The Gathering 2013, ancora più ricco. E se volete saperne di più su tutti, ma proprio tutti i festival irlandesi da ora a settembre, probabilmente siete nel posto giusto!
Alcuni dei post più visitati di ItalishMagazine contengono una ItalishMagazineMap. Il post più letto in assoluto, #happybday Christy Moore, contiene la ItalishMagazineMap che abbiamo “regalato” a Christy Moore nel 2012 per il suo compleanno. Le ItalishMagazineMap sono forse l’elemento più caratteristico di ItalishMagazine: rispecchiano la filosofia con cui ci approcciamo all’Irlanda, un territorio che per noi è paesaggio e persone, certo, ma anche cultura, libri, musica. E i territori, certamente, hanno bisogno di mappe per essere esplorati.
Io e il mio “coinquilino” avevamo pianificato da tempo questo viaggio, questo ennesimo ritorno (il… No: ho detto che non li conto più) a Dublino. Saremmo andati comunque. Saremmo andati perché lei ormai mancava da Casa da otto mesi. Era giusto andare, e andare con lei. Alla fine il coinquilino ha trovato il modo di farsi “intervistare” anche a questo giro. Sì: la lezione di Beckett sui fallimenti (antico argomento di disputa) l’ha proprio imparata.
Man Of Aran di Robert J. Flaherty, 1934, è ciò che si potrebbe definire paradossalmente una sorta di punto mediano tra docufiction e docudrama. Al di là del fatto che la presunta ‘oggettività’ dell’opera di J. Flaherty è ben lontana dall’essere assoluta, non c’è dubbio però che la vicinanza tra le visite di Synge sulle isole e l’opera del regista americano, in un’epoca, e in un luogo, in cui il tempo scorreva molto più lentamente, rende il film di J. Flaherty uno specchio abbastanza fedele dei luoghi, e degli incontri, che sono a fondamento del testo di Synge.
Il paesaggio irlandese è costellato non solo da pecore, mucche e steli preistoriche: i castelli non mancano, e non c’è da stupirsene visto la turbolenta storia dell’Isola di smeraldo… In questo post, con una nuova ItalishMagazineMap, vi segnaliamo alcuni castelli e dimore irlandesi che sono stati utilizzati anche come location al cinema e che prima o poi dovrete assolutamente inserire in uno dei vostri viaggi!
Parafrasando l’allenatore della nostra squadra di calcio (sport che non seguo) non dovrei dire gatto finché non è nel sacco. Nondimeno, in questi giorni non riesco a pensare ad altro. Alla mia, alla nostra, relocation in Irlanda.
Domani torno a Casa. Le probabilità di rimanerci (finalmente!) non sono mai state così alte. Questo non significa niente: finché non hai il 101% di probabilità non puoi sapere come vanno a finire le cose.
E così mi trovo di nuovo in Irlanda. Una scuola di rugby e la costa, la solita costa, quella dell’Isola, battuta dalle onde, dal mare in tempesta. I sogni non mentono (nascondono, spesso, ma non mentono mai) e quindi per me deve essere veramente importante la linea di confine caotica tra mare e terra.
Una pioggia “assoluta, grandiosa, terrificante”. Così Heinrich Böll definì la pioggia irlandese. Quella pioggia esiste ancora. Mi ricordo tre – quattro episodi di pioggia terrificante o giù di lì. Le cose si fanno serie quando comincia a piovere in orizzontale. Sembra così lontana, quella pioggia, quando sono prigioniero qui.
C’era una volta la Guinness. E la Guinness era l’Irlanda. Non lo diciamo noi: lo dice, per esempio, un certo John Banville
Non era mai stato al Nord. E anche questa volta c’è stato il meno possibile. A torto o a ragione lo mette a disagio, il Nord. C’è stato il meno possibile, ma anche questa volta abbastanza da avere una storia da raccontare.