Storie Irlandesi

Due più uno

Ieri è stata una giornata orribile. Non è certo positivo quando cominci a pensare che la tua autobiografia non è poi così diversa da quella del signor Molloy: la bicicletta ce l’hai già, quanto alle gambe speriamo che durino, poi, per il resto, ci siamo già. Purtroppo. Madri e animali.

Storie Irlandesi

MO’R e l’ultimo? ritorno

Io e il mio “coinquilino” avevamo pianificato da tempo questo viaggio, questo ennesimo ritorno (il… No: ho detto che non li conto più) a Dublino. Saremmo andati comunque. Saremmo andati perché lei ormai mancava da Casa da otto mesi. Era giusto andare, e andare con lei. Alla fine il coinquilino ha trovato il modo di farsi “intervistare” anche a questo giro. Sì: la lezione di Beckett sui fallimenti (antico argomento di disputa) l’ha proprio imparata.

Storie Irlandesi

MO’R e le cene solitarie

Lei ha un lavoro che non la merita. conosce probabilmente il 900% di parole in più di coloro con cui ha che fare (e questo non sarebbe il problema) e anche dei suoi capi (e questo un po’ un problema lo è…). Loro non ti danno più neanche un lavoro: te ne danno metà. E quella metà te la vogliono far lavorare quando vogliono.

Storie Irlandesi

How The Irish Rediscovered the Solstice

< Gráinne? >
Enda uí Rómhar had been waken up by something. Of course he thought it was his wife.
It happens to everybody that, barely awake, things in your head are a little bit fuzzy.
Sleep is a mysterious thing and awakening even more, perhaps.
But a few moments later Enda realized why it couldn’t have been her wife: she was dead. She had died the day before.

Puoi leggere questo racconto in Italiano QUI.

Storie Irlandesi

MO’R e la Sindrome di Mosè

Per quanto mi riguarda sulle religioni l’ultima parola l’ha detta Karl Marx: ebbene sì, concordo con lui sul fatto che le religioni siano l’oppio dei popoli. Troppo scientifico (e troppo tedesco?) però, Karl Marx, per potersi occupare, e preoccupare, della possibilità di un approccio laico alla spiritualità.

 

Storie Irlandesi

Quando il Diavolo va sulle Isole Aran

Si sarebbero potuti accorgere che ero lì semplicemente guardando sul lato sinistro del Bóithrín. Perché l’erba appassiva sotto la mia ombra.
Ma non mi vedono mai. Non guardano: è per questo che non vedono.
Ma la cosa più divertente è che mi vedono dove non ci sono…
Non venivo in Irlanda da un sacco di tempo. E questo è soltanto il mio secondo viaggio a Inis Mór: l’Isola dei Santi non è esattamente la mia destinazione preferita…

You can read this short story in English HERE.

Storie Irlandesi

MO’R e i Nomi dei Gabbiani: quasi un fumetto

Sono americano, dolcezza, i nostri nomi non vogliono dire un cazzo

[Bruce Willis, Butch, Pulp Fiction]

Che c’entrano i gabbiani con Pulp Fiction? In Irlandese, invece, i nomi e i cognomi significano.

Storie Irlandesi

MO’R e la pioggia

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Sono le ultime ore a Dublino per quanto riguarda questa tornata. Molte cose rimangono in sospeso, ma tutto tende verso un’unica direzione: Qui. Come se le strade stesse lasciassero un posto vuoto che non è vuoto: è nostro, e dobbiamo venire a riempirlo. A riempirlo nel minor tempo possibile, certo, ma senza spaventarsi di tutto il tempo che sarà necessario.

Storie Irlandesi

MO’R e il monumento fantasma

Dublino, 11 agosto.

Non esistono Paesi perfetti. Certo, l’Irlanda è molto in alto nell’indice di sviluppo di umanità, secondo la statistica che indaga lo sviluppo socioculturale di tutti i Paesi del pianeta. Ma neanche l’Irlanda è il Paese perfetto. Se qualcuno avesse un dubbio in proposito, basta leggere le 2.600 pagine del Ryan Report.

Storie Irlandesi

MO’R e il Grande Vecchio

Dublino, 10 agosto.

Qualche giorno fa Paulo Coelho ha avuto la bella idea di andare a sfrugugliare nell’alveare letterario grande come un continente che risponde al nome di James Joyce scatenando un bel vespaio.
Si sa benissimo che, quando non si parla di letteratura ma di mercato dei libri, vale l’adagio del bene o male purché si parli di me.