Storie Irlandesi

La mia Irlanda: strade e bandiere

Tornare sul luogo del delitto.
Qualcuno dei miei me aveva già scritto qualcosa in proposito. Ma si trattava di Inis Mór, non dell’Italia. Paradossale che sia tornato a Inis Mór prima che in certi posti che sono ad appena qualche chilometro da dove abito?
No. Non è affatto paradossale.
Sono tornato in Via Irlanda.
Sono tornato in Via Autolavaggi.
In Via Autolavaggi c’era un ragazzino al seguito del padre che giocava a lavare la macchina. Lo so benissimo che ce ne sarebbero anche da noi, uguali, se solo non piovesse così spesso. Per fortuna che piove così spesso, da noi. Storie di finestre chiuse e cortili così uguali ma così diversi:

you have Bobo, we have Bono.
No: it’s not the same f*cking thing
!

Sono tornato in Irlanda e in Via Autolavaggi sulla strada per Inishowen. E, naturalmente, ho ricominciato a rileggerlo, Inishowen (no: non lo scrivo neanche, il titolo in Italiano…).
Leggo i libri dei miei compatrioti (buffo scriverlo, in effetti) alla ricerca di una rivelazione. O, almeno, quei libri mi tengono occupato.
C’è stato un momento, dopo aver scritto, a suo tempo, di Via Autolavaggi, in cui pensavo che sarebbe successo. E non andò così. Poi, dopo aver scritto tutto il resto, c’è stato un altro momento in cui ho pensato che sarebbe successo. Altro, ma sarebbe successo.
Invece non è successo niente, e niente: eccomi ancora qui. A pedalare sulle strade che odio, ancora nella stessa direzione.

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