Storie Irlandesi

‘Eggshells’ sulle strade di Dublino: Caitriona Lally

Siamo di nuovo sulle – letterariamente parlando – affollate strade di Dublino con la nostra intervista a Caitriona Lally, autrice di Eggshells.

Storie Irlandesi

Leggende irlandesi: Conor e i tre cigni

Questa volta siamo a Galway, vivace e colorata cittadina; ma non ci interessano i monumenti e nemmeno la sua storia, in questo preciso momento quello che cattura la nostra attenzione sono i cigni che, con la loro soprannaturale eleganza, attraversano il fiume. Ed è in questo preciso momento che una leggenda si fa strada nella mia mente.

Storie Irlandesi

Caitriona Lally’s ‘Eggshells’: the interview

On the road (of Dublin) again with Caitriona Lally’s Eggshells. Our interview to Caitriona.

I libri di Max O'Rover, Turismo & Eventi

Libri ambientati in Irlanda: lancio ‘Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle’ a Dublino

libri ambientati in irlanda - lancio igcird
Qualche mese fa, subito dopo avere avuto la certezza che #IGCIRD, ‘Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle’, sarebbe stato pubblicato da Antonio Tombolini Editore nella sua (e di Michele Marziani…) collana Oceania, avevo scritto un post dal titolo emblematico:  Son contento.

Musica irlandese

Solomon Grey per la Wild Atlantic Way

I Solomon Grey sono un gruppo londinese composto da due amici, conosciutisi ad Oxford (Tom Kingston and Joe Wilson) nel 2010.

I libri di Max O'Rover

Recensioni Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle

Sono passati otto anni dalla prima pubblicazione, prima che Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle venisse pubblicato da Antonio Tombolini Editore nella collana Oceania, il giorno di San Patrizio 2017. Per questo anche soltanto pochi giorni prima della “nuova” pubblicazione è possibile leggere alcune recensioni del libro.

Aggiornerò questa pagina con le nuove recensioni! E intanto vi spiegherò perché la peggiore recensione al libro mi piaccia tanto…

Qua sotto, gli estratti da alcune delle recensioni pubblicate su aNobii, GoodReads e Facebook.

Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle: clicca per saperne di più!

Leggendo Il giorno che incontrammo Roddy Doyle, pubblicato da Antonio Tombolini Editore nella collana Oceania (collana, diretta da Michele Marziani, che è un esempio virtuoso della ricerca di una narrativa nuova che coniughi differenze e similarità),

si assiste felicemente alla genesi di un romanzo europeo tout court

(paradigma di una neonarrativa che esalta le sfaccettature umane di chi vive, ama, lavora, soffre in questo nostro continente), che conduce alla definizione limpida di un riflesso che, attraversato il prisma degli stilemi narrativi, partorisce un felice arcobaleno romanzesco sapientemente dominato da Max O’Rover che ne è l’artefice.

Angelo Ricci, Il Colophon

I primi capitoli de Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle mi avevano lasciato un po’ perplesso. Mi sembravano disordinati, troppo slegati tra loro.

Poi il romanzo ha preso il ritmo giusto, il plot ha cominciato a delinearsi, i personaggi sono venuti fuori e i loro destini si sono incrociati in un intreccio davvero ben costruito.

Max ha uno stile molto disinvolto (“fresh” come ha detto Catherine Dunne), ma la vera anima del libro sta tutta nel suo “mal d’Irlanda” che viene fuori in ogni pagina in tutta la sua autenticità. Se così non fosse, il suo giocare con gli stereotipi locali – la Guinness, James Joyce, i folletti, le banshee e tutto il folklore gaelico (“Non si dice gaelico, si dice irlandese!” ripete in continuazione uno dei protagonisti) – suonerebbe stucchevole. Il bello è che l’autore parte proprio da quegli elementi lì, da quella mitologia da pub tipica del “fissato con l’Irlanda” entry-level, però poi la porta a un altro livello. Essere capaci di far sentire la differenze, senza passare per snob.

Consigliato ai malati d’Irlanda, e non solo a loro.

Federico Platania

*****
“Il giorno che incontrammo Roddy Doyle” è un libro irlandese per la poesia che ha dentro, per le storie che racconta, per il dolce amaro che trasmette, per la magia reale che traspare dalle pagine, perchè parla di sogni incredibilmente concreti, perchè parla di tristezza e felicità.

Martina Bonati (Facebook)

****
Piacevolissimo. L’autore descrive esattamente l’Irlanda dei miei sogni. Sono stupita dall’affinità che ho sentito nei confronti dei personaggi di questo romanzo fresco e sorprendente. Il lettore comincia a leggere con il sorriso sulle labbra e continua così fino all’ultima parola del libro.

Consigliato.

Silvia Silvi (aNobii)

***
Mi sarebbe piaciuto leggerlo in lingua originale perchè ho trovato la traduzione a tratti un po’ forzata (odio quando sotto il testo italiano sento le strutture grammaticali della lingua di partenza).
Se no storia molto carina e Dublino magnifica e sfolgorante come al solito :)

Klava (GoodReads)

Eccola qua, la recensione “peggiore”. Che corrisponde a un: missione compiuta! Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle è stato, per me, un libro con cui cercavo di dare non solo una voce, ma anche una identità, al senso di appartenenza che sento quando si parla di Irlanda. Ho creato una identità altra, lo pseudonimo con cui scrivo, perché, di fatto è un altro io quello che, appunto, scrive. Ho creato una vita diversa, e l’ho creata per raccontarla. Di più: l’ho creata per viverla, perché adesso vivo davvero a Dublino. Sto diventando l’io che ho scritto.

Uno degli elementi più importanti che costruisce una identità personale è quello della lingua. Quella di usare talvolta, nella scrittura del romanzo, una voce incerta, che mescola l’italiano e l’inglese, era una scelta voluta. Corrisponde a una fase reale che sto sperimentando adesso: quella in cui non si parlano due lingue, come dico sempre ai miei amici irlandesi. Quella fase in cui a volte mi scappa un Sorry! anche quando sono in Italia, quella fase che talvolta mi fa sognare in inglese, quella fase in cui ormai sono praticamente incapace di utilizzare le parole “biblioteca” o “libreria” perché faccio una gran confusione.

Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle non è un libro italiano, e non è un libro irlandese. Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle è letteratura (bella o brutta, alta o bassa: questo non sta a me deciderlo, ma letteratura) migrante. Io sono un migrante, e l’incertezza di chi deve – di chi vuole – vivere in un mondo altro volevo esprimerla scrivendo. A quanto pare, ci sono riuscito… 

*****
Il libro di Max O’Rover, nuovo e promettente autore che, al suo esordio, non ha niente da invidiare al celeberrimo Roddy Doyle.

Laura Schiavini (aNobii)

Non recensioni, ma stelline…

Musara *****
Palla *****
Maueros *****
Chibi Zai *****
Irma ****
Astrea **

I libri di Max O'Rover

Festeggiare San Patrizio… leggendo un libro italish!

Finalmente ci siamo! È online Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle: il mio primo libro, un libro letteralmente “made in Italish”!

E visto che il libro esce ufficialmente proprio nel giorno di San Patrizio, ho deciso di festeggiarne la pubblicazione con tutti coloro che seguono ItalishMagazine, sia qui sul blog, sia sui social. Ecco la “bussola” per orientarsi tra le iniziative online e gli spazi virtuali in cui sarà possibile partecipare alla festa per la pubblicazione. Sarò “virtualmente” a disposizione per parlare del libro sui social e anche in una chat-room dedicata.

Ecco tutti gli indirizzi!

igcird cover - il giorno che incontrammo roddy doyle

Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle:
Evento Facebook

Lo spazio virtuale dedicato a IGCIRD sul social network più diffuso. Grazie per le domande e i commenti che vorrete lasciare!

Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle:
Twitter

Potete seguirmi su Twitter @MaxORover, e potete utilizzare #IGCIRD per interagire nella conversazione dedicata a Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle.

Non dimenticatevi dell’editore @ATeditore e della collana a cui #IGCIRD appartiene: @OceaniaBook!

Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle: G+

Google Plus si articola in community più di nicchia, ma spesso molto agguerrite. Se lo preferite a Facebook, vi aspetto lì!

Max O’Rover: appear.in

Se volete fare una chiacchierata in diretta da Dublino…

Turismo & Eventi

Saint Patrick Day 2017: Mettici la faccia su Instagram!

Se San Patrizio ha evangelizzato l’Irlanda nel V secolo, oggi l’Irlanda ha diffuso la festa di San Patrizio un po’ ovunque nel mondo!

Dalla parata di New York a quella di Dublino, alla birra verde nei pub, il 17 marzo di ogni anno si moltiplicano le occasioni e i modi per festeggiare l’Irlanda e il suo famoso santo.

Uno dei modi più originali è il Global Greening: i più famosi, antichi, iconici monumenti del mondo si colorano di verde per onorare l’isola di smeraldo e San Patrizio.

L’Italia, ovviamente, non è da meno, con 9 monumenti che si illumineranno di verde la sera del 17 marzo: il Colosseo a Roma, la Torre di Pisa, il Palazzo del Podestà a Bologna, il Pozzo di San Patrizio a Orvieto, quattro monumenti a Cosenza: il Teatro Alfonso Rendano, il Castello Normanno-Svevo, il Municipio, le Fontane Danzanti e Piazza Mercurio a Massa.

E quest’anno Turismoirlanda rende tutto molto più interessante!

Mettici la faccia #italialovegreen: il contest su Instagram

Ecco come: se ti troverai nei paraggi di uno di questi monumenti e scatterai una foto, con l’hashtag giusto potrai vincere un viaggio per due a Dublino! Dunque, perché non immortalare amici e parenti durante questa particolare occasione? Avrai in più la possibilità di vincere questo fantastico viaggio!

Go Green! A San Patrizio, se ti trovi davanti a un monumento “greenizzato”, scatta un selfie, uno scatto insieme agli amici o una foto di gruppo, assicurandoti di inquadrare nello sfondo il monumento illuminato di verde (o una sua parte) e condividilo sul tuo profilo Instagram usando l’hashtag #italialovegreen.

La foto vincitrice sarà annunciata il 20 marzo 2017.

Cosa aspetti!? Unisciti al divertimento e immortala i monumenti italiani illuminati di verde!

Segui @turismoirlanda su Instagram per partecipare al contest #italialovegreen.

Il video del Global Greening 2016

I libri di Max O'Rover

Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle: i protagonisti!

Quando un libro ha una componente autobiografica la scelta della “faccia” dei protagonisti sembra facile, scontata, obbligata. Ma non è così. O almeno, non è stato così per Il Giorno Che Incontrammo Roddy Doyle.

Mi è sembrato giusto dare un volto ai protagonisti del libro, ed è stato molto divertente lavorare con Martin Dardis, l’autore dei disegni.

È stato buffo, molto divertente e anche interessante provare a far disegnare la faccia di personaggi inesistenti. Un po’ come lavorare su un identikit di fantasmi…

Ma alla fine eccoli qui, i personaggi del libri in versione cartoon.

E, sì: in realtà Massimo mi somiglia.

Ma solo un po’… ;-)

il giorno che incontrammo roddy doyle - massimo

Massimo, il personaggio principale del libro. Un creativo innamorato dell’Irlanda, che nell’Isola di Smeraldo vede un rifugio, una cura.

E, soprattutto, un futuro.

il giorno che incontrammo roddy doyle - laura

Laura è la figlia di Bob.

Ma il suo vero nome è Aoife.

Ma non si fa chiamare così.

E non si sente irlandese. Ma lo è – almeno un po’. E forse ha antenati molto, molto importanti…

il giorno che incontrammo roddy doyle - Bob

Bob: irlandese, publican (e quindi irlandese al quadrato…), padre di Aoife.

Cioè di Laura.

Vive in Italia da una vita.

Ma…

il giorno che incontrammo roddy doyle - Patrick

Patrick è il classico bravo ragazzo.

Dublinese, ha una cotta per Laura (anche se non l’ha ancora incontrata di persona) e il padre poliziotto.

Ha appena commesso un errore…

il giorno che incontrammo roddy doyle - deirdre

Deirdre ha un cognome famoso: Doyle. Ma non è parente di Roddy.

Odia la Guinness: ha i suoi buoni motivi.

Anche lei ha commesso un errore…

Business

DublinAria: l’aria di Dublino a casa tua!

La cura istantanea al mal d’Irlanda? DublinAria, l’aria di Dublino a casa tua!