Storie Irlandesi

Leggende Irlandesi: la sirena innamorata

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Leggende Irlandesi: la sirena innamorata

L’Irlanda è un’isola e, come tale, non poteva non essere attratta dal fascino delle sirene.

Sono molte le creature affini con l’acqua, ad esempio anche le Banshee che dimoravano, secondo il folklore, vicino a fonti e corsi d’acqua, loro con sembianze umane, le altre con un corpo a metà tra l’umano ed il pesce.

Nella vicina Scozia si narra addirittura dei Kelpie, cavalli fatati che dimoravano nelle fonti e nei corsi d’acqua, spesso rappresentati sia con sembianze di normali equini, sia con coda di pesce.

Secondo le antiche leggende irlandesi, le Banshee erano visibili solo a coloro i quali erano prossimi alla morte e non sempre avevano connotati benevoli, anzi, spesso erano considerate come delle vere e proprie streghe.

Anche le sirene non godevano di una buona fama, anzi si pensava portassero sfortuna se incontrate in mare aperto dai marinai in navigazione.

Al riguardo si narra in una leggenda…

C’era una volta una barca di pescatori, che si erano spinti troppo al largo a causa del forte vento. Giunti oltre le imponenti e minacciose scogliere di Moher, si sentivano perduti e la vista di una sirena, seduta su uno scoglio, enfatizzò le loro paure. Cercarono di allontanarsi ma la sirena continuava a seguirli intonando un malinconico canto d’amore. E più lei cantava e più il vento soffiava forte, e più lei piangeva e più le onde si alzavano alte.

Il capitano, uomo di grande esperienza, dopo poco tempo capì cosa stava succedendo e riunì i suoi marinari in coperta per spiegare loro la situazione.

“Questa sirena si deve essere innamorata di un marinaio dell’equipaggio, per questo non ci vuole lasciar andare ed è così disperata. È malata d’amore”

I marinari si guardarono tra di loro increduli cercando di capire chi fosse stato oggetto delle attenzioni e dell’innamoramento della giovane creatura. Non riuscendo a giungere ad una conclusione decisero di tirare a sorte chi si sarebbe dovuto fermare a consolare la sirena per permettere al resto dell’equipaggio di tornare a casa sano e salvo.

Venne estratto Sean, un aitante giovane dai lunghi capelli ramati. Era un uomo forte, intelligente ed utile all’equipaggio perché sapeva bene come manovrare la nave anche in assenza del Capitano. Perderlo sarebbe stato un grande danno…

Così il Capitano decise di dargli una seconda possibilità: avrebbero ripetuto il sorteggio il giorno successivo. La situazione non migliorò, anzi la tempesta si faceva sempre più forte, aveva iniziato anche a piovere e lampi in lontananza squarciavano il cielo. Venne eseguito nuovamente il sorteggio, ma il nome di Sean fu sempre il primo ad uscire.

Il Capitano, ostinato, gli concesse una terza possibilità, ma ancora, il terzo giorno, fu sempre il nome di Sean ad uscire per primo. Ormai non si poteva più attendere ed i marinai erano stremati e disperati e cominciavano a nutrire odio per quel giovane che li stava conducendo alla morte, non comprendendo il perché delle attenzioni del Capitano verso di lui.

“È giusto che io vada” esordì Sean, alzandosi in piedi.

“Per tre volte il mio nome è uscito, il destino vuole che sia io a consolare la giovane sirena. Lasciatemi con lei solo per un po'”.

E così dicendo uscì sul ponte, si diresse a poppa e dritto verso la sirena prese ad intonare una canzone della sua infanzia e mentre lui cantava, la tempesta si allontanava, i tuoni si facevano sempre più distanti ed il vento iniziava a placarsi. La sirena smise di singhiozzare ed il mare si calmò con lei. Le loro voci si sfiorarono per lunghi istanti, come se le loro anime si toccassero.

Ma non potevano restare, lui doveva andare… E la sirena comprese. Uscì un raggio di sole dalle nubi nere e la nave poté riprendere il viaggio verso casa, distante dagli scogli, distante dalla morte.

Dopo quell’avventura, Sean prese il posto del vecchio Capitano e navigò per tutta la sua vita con maestria e rettitudine, senza mai aver un incidente, uscendo sempre illeso da ogni tempesta. Ma, dopo l’incontro con la sirena, non cantò mai più.

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