Storie Irlandesi

L’Irlandese che non ti aspetti

Avevamo già parlato, in uno dei post più letti di Italish, di alcune parole “made in Ireland”. E un po’ di Irlandese c’è persino nell’Italiano…
Ma la storia del tormentato rapporto tra Irlanda e Inghilterra, rapporto che passa anche nel conflitto tra uso della lingua Inglese e uso del Gaelico irlandese, è molto più complessa.

Ci sono, poi, parole che dall’Irlanda hanno fatto il giro del mondo e sono diventate di uso comune. E, ebbene sì: alcune di esse persino in Italiano.

L’Irlandese tra trifogli, tifosi e grida…

shamrock

Avevamo già parlato di seamróg che in Inglese diventa shamrock, a indicare il “trifoglio giovane”.
In questo caso a passare dall’Irlandese all’Inglese è il diminutivo della parola seamair (che corrisponde a clover, parola di origine germanica che significa trifoglio in Inglese), seamróg appunto.

Slogan deriva da sluagh ghairm, che originariamente significava grido di battaglia. La parola slogan compare per la prima volta nel 1513 ed è una semplificazione della precedente slogorn, la prima anglicizzazione di sluagh ghairm. Sluagh significa folla, e successivamente si intende un gruppo di armati, e gairm significa grido.

Da grido di battaglia a slogan pubblicitario il passo è breve…

Hooligan deriverebbe dal particolarmente turbolento clan degli Ó hUallacháin (corrispondente al cognome irlandese moderno Houlihan). Secondo l’Oxford Dictionary, però, il passaggio all’Inglese si ha alla fine del XIX Secolo a causa di una canzone e di un fumetto in cui si parla della turbolenta (e inventata) famiglia Irlandese, gli Hooligan appunto.

L’Irlandese arrabbiato…

parole di origine irlandese: da Boycott a boicottaggio

Parole di origine irlandese: da Boycott a boicottaggio

Boicottare è una parola Inglese, nata in Irlanda da un cognome Inglese, passata nelle lingue Italiano, Francese e Tedesco. Tutta “colpa” di Charles Cunningham Boycott.

Boycott era l’amministratore della terre del Conte di Erne nella Contea di Mayo.

Spietato esecutore degli sfratti dei contadini che non riuscivano a pagare l’affitto, gli esponenti della Irish Land League lo bersagliarono con una azione non violenta suggerita da Parnell, uno dei padri dell’Irlanda moderna.

In chiesa, nei negozi, per strada, si faceva finta che Boycott non esistesse. Nessuno lavorava per lui.

Ebbene sì: Boycott è stato la prima “vittima” di un boicottaggio…

Linciare è un’altra parola con una storia tutta irlandese e presente nel vocabolario Inglese, Francese e Tedesco. Il sindaco di Galway James Lynch Fitzstephen, nel 1493, fece impiccare il figlio per aver ucciso un visitatore spagnolo. Perché si sa: in Irlanda l’ospitalità è sacra…

Altre fonti attribuiscono l’origine della parola al rivoluzionario americano Charles Lynch, o al proprietario terriero William Lynch, ma il cognome “Lynch” è senza ombra di dubbio irlandese.

In direzione opposta

La scomoda vicinanza Irlanda – Inghilterra ha generato ovviamente flussi linguistici anche in senso opposto.

Fair Play, per esempio, è una espressione così British da risalire addirittura a William Shakespeare.

Però assume in Irlanda, e a Dublino in particolare (ancora una volta Roddy Doyle ne fa testimonianza nei suoi libri) una connotazione sarcastico – umoristica che alla fine a metterla in Italiano suonerebbe più o meno come:

Obbravo…

E un’altra parola che non possiamo non associare all’Irlanda ma che è di origine inglese (beh: il percorso completo sarebbe Latino – Francese – Inglese…) è pub. Nessuno in Irlanda va alla teach tábhairne (che poi sì, è quasi il Latino taberna…), ma al pub ci vanno decisamente in molti, salvo il tradirsi sulla pronuncia, che diventa un pòb derivante, questo sì, dall’Irlandese, dalla pronuncia di poiblí = pubblico.

L’Irlandese: esistente, e no

Che sulle etimologie non si possa avere certezze e che a volte gli etimologisti perdano obiettività e facciano tifo da stadio per la propria ipotesi sono fatti.

Al di là della certezza, del certificato di “irlandesità” di alcune parole, però, resta il fatto che sono divenute di uso comunissimo in Irlanda e, occupandosi di Irlanda, leggendo giornali irlandesi, si trovano molto spesso.

Per esempio shenanigans significa imbrogli (talvolta in accezione meno negativa, scaltrezze) e deriva, forse, dalla parola Irlandese sionnach, volpe.

Malarkey potrebbe essere tradotto cavolata, e anche questa è una parola che compare abbastanza frequentemente su testi scritti da Irlandesi. Che poi derivi davvero da mullachan, ragazzone un po’ stupido, è tutto da dimostrare.

E terminiamo questa carrellata con begorrah. Anzi: begorrah! Perché di esclamazione si tratta, qualcosa come Per Dio!

Solo che questa parola se la sono inventata a Hollywood per farla dire ai personaggi irlandesi nei film…

 

 

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