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I Pilastri d’Irlanda: un esperimento di fan fiction irlandese

Prima ancora che ItalishMagazine nascesse avevamo creato un progetto di self publishing dedicato all’Irlanda. Si chiamava Italish Stories.

Italish Stories ha prodotto tre volumi che sono stati venduti per beneficenza, l’intero ammontare delle vendite venne versato all’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze e al Rotunda Hospital di Dublino.

È passato molto tempo da allora, e decine di migliaia di visitatori su queste pagine… Intanto, il gruppo Facebook “Made in ItalishMagazine”, Irlandesi Dentro, ha raggiunto e superato i duemila iscritti.

Un traguardo importante, che vogliamo festeggiare con un nuovo progetto, una nuova sfida: questo esperimento di fan fiction dal titolo I Pilastri d’Irlanda.

Fan fiction irlandese: come nasceva I Pilastri d’Irlanda

L’idea de I Pilastri d’Irlanda nasceva nel 2013 da… Una pessima giornata per il sottoscritto: la sconfitta della nazionale irlandese a Roma nel Sei Nazioni.

Un pretesto per raccontare una storia di magia irlandese tra i miti celtici e l’Irlanda di oggi, in cui, magari, si può immaginare che Troll e Banshee siano ancora in circolazione.

L’immaginario di riferimento è quello creato da Neil Gaiman con American Gods: Gli Dei e le creature dei Miti sono ancora qui, da qualche parte.

Noi, naturalmente, non ci occuperemo di Dei americani, ma irlandesi

Gli ingredienti di I Pilastri d’Irlanda

  1. Uno spunto tra storia e mito: il mito è quello dei quattro Tesori della tribù dei Túatha Dé Danann, ovvero la spada di Núada, la lancia di Lúg, il calderone del Dagda e la Lía Fáil, la Pietra del Destino di Tara, che, urlando, riconosceva il legittimo Re Supremo d’Irlanda (Ard Rí na hÉireann).
    Tra storia e leggenda, la vicenda dell’An Bachall Iosa, il vincastro di Gesù che sarebbe stato posseduto da San Patrizio e poi distrutto nella Saint Patrick Cathedral di Dublino durante la Riforma di Enrico VIII.
    Mi piaceva pensare che in realtà l’An Bachall Iosa fosse in qualche modo connesso alla Irlanda celtica, ai Tesori dei Túatha e all’identità irlandese.
  2. Tre personaggi (per iniziare): tre (più o meno) divinità, sopravvissute (più o meno…) fino ai giorni nostri. Sono i custodi dei tesori dei Túatha Dé Danann e del segreto del rapporto tra essi e l’An Bachall Iosa: il gigantesco Gan Ainm, la bellissima Liadan e il petulante, spiacevole, irritante Findcath.
  3. Un (doppio) prologo: l’inizio della storia, doppio perché l’idea è quella che la vicenda de I Pilastri d’Irlanda venga raccontata tra passato e presente.

Ed è qui che entrate in scena tutti voi…

Fan fiction irlandese: I Pilastri d’Irlanda come esperimento social

Il doppio prologo di I Pilastri d’Irlanda è disponibile come Google Drive Document, qui.

La struttura del progetto (personaggi, informazioni, luoghi e… tutto ciò che creeremo, insieme) è disponibile come board di Trello, qui (se volete saperne di più su Trello, leggete qui).

Che cosa succede ora? Parleremo di I Pilastri d’Irlanda su tutti i nostri profili social.

Come è possibile interagire? Contribuendo alla crescita della narrazione.

Ciascuno può farlo come meglio crede, e con i mezzi che gli sono più congeniali: segnalare una risorsa utile per le informazioni storiche o mitologiche, contribuire alla creazione della trama, creare immagini o musica di atmosfera, scrivere intere parti della narrazione… Tutto, tutto può far crescere I Pilastri d’Irlanda.

Unico limite?

La vostra immaginazione.

Noi saremo qui, sui profili social, e in una fase successiva (speriamo di raggiungerla presto!) in cui il progetto ha cominciato a crescere, anche con sessioni chat (Google Drive Document, Google Hangout, Skype…) per darvi una mano, per discutere le scelte, per integrare e rendere organici i materiali.

Tutti i suggerimenti sono ben accetti. Tutte le idee verranno valutate.

Quando ci sarà bisogno di prendere decisioni, lo faremo insieme, su Facebook. Tutto il processo creativo sarà monitorato, e raccontato, ancora, sui social. Fino all’auspicabile lieto fine…

Cosa accade dopo…

Avevamo cominciato parlando di un progetto di beneficenza.

Mi piacerebbe, piacerebbe moltissimo a noi tutti di Italish, che il progetto desse vita a un libro, un libro da vendere come ebook devolvendone tutti i profitti in beneficenza, come avevamo fatto con Italish Stories. Un libro creato da tutti gli Irlandesi Dentro che vorranno partecipare.

Che cosa aspettate..? :-)

 

 

About maxorover

Ebbene sì. Max O’Rover parla anche Italiano. E in Italiano scrive. Un Irlandese con la geografia contro, ecco chi è Max O’Rover.
Il falso vero nome (quindi vero o falso?) di Max O’Rover è, ovviamente, in Irlandese: Mach uí Rómhar. “Rómhar” è il ventre, ma anche il ventre della terra, quello in cui crescono i semi, in cui nascono gli alberi. Mica male per essere uno che non esiste, avere un cognome così evocativo. Prima o poi la scriverò, la vera falsa storia degli uí Rómhar. La storia del perché ci hanno cacciato via. Una storia fatta di boschi sacri che non abbiamo difeso, di maledizioni scagliate contro di noi da Boann. Un pugno di druidi falliti costretti a scendere a sud. Fino a che la maledizione sarà spezzata. Fino a quando potremo tornare.
Quando sono in pausa pranzo, ogni giorno, mangio una mela. Non getto mai i semi della mela nella spazzatura. Li getto nel prato. Perché sotto sotto ci credo, alla maledizione. Mi ricordo la maledizione. Ma non ricordo quanti alberi devo far crescere: dieci? Mille? Un milione?
Intanto continuo a gettare i semi nel prato, e ad aspettare il ritorno a casa.

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