Home / Cucina Irlandese / Non solo Guinness: le altre birre irlandesi

Non solo Guinness: le altre birre irlandesi

C’era una volta la Guinness. E la Guinness era l’Irlanda. Non lo diciamo noi: lo dice, per esempio, un certo John Banville


Adesso parliamo di birre irlandesi. Ne parliamo molto, ma molto sul serio. Davvero! ;-) A quasi quattro anni dalla prima uscita di questo post, svariati birrifici e assaggi dopo… siamo molto orgogliosi di presentarvi quello che vuole essere uno strumento per orientarsi nel sempre più complesso mondo delle birre irlandesi, che ormai è molto di più che soltanto Guinness.

Ma eccole, le parole di Banville dedicate alla black stuff, alla birra scura, la stout, simbolo d’Irlanda:

That brew, black and bitter, harbinger of a wild mordant gaiety, seemed to me, and still seems, to carry the savour of the country itself, this old little land

Quella pozione scura e amara, promessa di una gaiezza selvaggia e sfrontata, mi sembrò, e ancora mi sembra, il sapore stesso del Paese, di questa piccola vecchia terra

John Banville, Birchwood

Guinness is good for you!

La Guinness rappresentava un ottimo posto di lavoro, e la scura prodotta a St James’s Gate era una delle birre più importanti al mondo.

Se negli anni ’30 la Guinness era la settima azienda più importante al mondo (significherebbe, facendo un paragone con il 2011, essere più importanti di Toyota, Chevron o Gazprom…) è altrettanto vero che il mondo cambia, e con esso cambia anche il gusto per la birra.

La scura irlandese così ha dovuto cambiare pelle, sia dal punto di vista del gusto, sia dal punto di vista amministrativo e industriale: il vero padrone del marchio Guinness adesso è una multinazionale, la Diageo, il cui quartier generale è, pensate un po’, a Londra…

Bionde e Rosse

Se la stout, la birra scura, è per noi la Guinness per eccellenza, in realtà erano associate alla proprietà Guinness anche altre due birre, la chiara Harp (che abbiamo sentito definire da qualche Irlandese una delle peggiori al mondo… Leggenda vuole che nello stabilimento in cui si produceva la Harp ci sia stato anche uno sciopero di protesta contro la cattiva qualità della birra…) e la rossa Smithwick’s.

Entro il prossimo anno però [accadeva nel 2015] lo storico birrificio di Dundalk in cui la Harp veniva prodotta sarà chiuso, così come lo sarà il birrificio Smithwick’s di Kilkenny (non a caso fuori dall’Irlanda la Smithwick’s viene commercializzata proprio con la variante del marchio Kilkenny, generalmente insieme a Guinness e Harp per quanto riguarda la distribuzione).

Made in Belgium???

Volete qualche altra cattiva notizia da Dublino? (per le buone notizie, leggete tutto l’articolo…)

Eccola: mentre fino a un paio d’anni fa le versioni disponibili in Italia, in bottiglia e in lattina, della Guinness erano prodotte a St James’s Gate, D8, Dublin, adesso non è più così: la Guinness che arriva in Italia è in realtà prodotta in Belgio.

Niente di trascendentale, visto che ormai la Guinness viene prodotta in molti paesi, compresi per esempio Belize e Burkina Faso, ma quella che finisce nei nostri bicchieri possiamo considerarla ancora una birra irlandese..?

E che dire della Murphy’s e della Beamish di Cork, le rivali storiche della Guinness dublinese, che, accorpate, appartengono ormai alla Heineken..?

Possibile che il secondo Paese al mondo per il consumo di birra (dati del 2004: il primo è la Repubblica Ceca con 156,9 litri pro capite all’anno, l’Irlanda registra 131,1) non abbia più una vera e propria birra tutta sua?

E come hanno poi risposto i grandi produttori, proprio la Guinness o la Smithwick’s, per esempio, al fiorire delle birre artigianali irlandesi?

La riscossa artigianale delle birre irlandesi

Fortunatamente una “birra tutta irlandese” è una realtà: come in molti altri campi, nell’epoca del mercato globale, la via che porta al prodotto vero, al prodotto genuino, passa attraverso la produzione artigianale, anche se effettivamente in Irlanda la cultura di una produzione brassicola fuori dalle logiche del mercato di massa è piuttosto recente.

Birre artigianali irlandesi: la seconda ondata

La vera esplosione delle birre artigianali irlandesi, dopo la “prima ondata” con cui la storia di questo post aveva avuto inizio ormai ben quattro anni fa, è veramente recentissima, ancor più recente del movimento della birra artigianale in Italia.

Da un lato l’uscita dalla terribile (ennesima…) crisi economica che aveva colpito l’Irlanda, dall’altro una attenzione sempre maggiore, non solo in campo brassicolo, per prodotti interamente locali, di nicchia, e magari con una vena di eco – sostenibilità, sono stati il motore di un movimento che appunto negli ultimissimi anni ha visto arricchirsi il campo dei produttori di birre artigianali irlandesi.

Siamo tornati su questo post di nuovo, dopo circa tre anni dal suo primo aggiornamento, aggiungendo altri otto birrifici, anche nella nostra mappa che potete utilizzare come ispirazione per un viaggio in Irlanda… a tutta birra! ;-)

Inoltre, abbiamo aggiunto un capitolo interamente dedicato alla risposta di Guinness e Smithwick’s al movimento della birra artigianale.

Ma cominciamo con i “nuovi” birrifici artigianali irlandesi.

Mc Gargle’s Irish Family Brewers

birre artigianali irlandesi mc garglesForse non sarà il miglior birrificio artigianale irlandese (e comunque produce ottime birre… tutte quelle che abbiamo assaggiato ci sono piaciute!), ma di sicuro il Mc Gargle’s è il birrificio irlandese più simpatico!

Il birrificio si vanta di “non essere mai stato fondato”, il marketing è aggressivo, “giovane”: ma non si tratta assolutamente di aria fritta, perché le birre ci sono, eccome (e, più recentemente, Mc Gargle’s si è dato anche alla produzione di sidro)!

Ma veniamo alle birre: Granny Mary’s Red Ale è una rossa irlandese classica, equilibrata e semplicemente ottima; Knock Knock Ned’s, una “giovane” IPA; Francis’ Big Bangin’, West Coast IPA; Fancy Frank Lager, una “facile” chiara; Cousin Rosie’s Pale, Ale chiara classica; per finire la Uncle Jim’s Stout, che a nostro giudizio può tranquillamente contendere per il titolo di migliore scura irlandese in circolazione.

Kelly’s Mountain Brew

birre artigianali irlandesi kellys mountain brewQuesto microbirrificio nella contea di Kildare, pur giovanissimo (la prima birra è uscita alla fine del luglio 2014) ha già ottenuto riconoscimenti importanti.

Il nostro incontro con la loro rossa, però, non ci ha lasciato entusiasti.

Le birre prodotte sono principalmente tre, con aggiunta di stagionali.

Justice Pale Ale: è stata la prima a essere prodotta; Revolution Red Ale: rossa irlandese; Revenge Ruby Porter: scura complessa, dati i quattro malti e due luppoli utilizzati per la produzione.

Pokertree Brewing Company

birre artigianali irlandesi pokertreeCon Pokertree siamo a Carrickmore, nella contea di Tyrone, e quindi in Irlanda del Nord.

Il nome del birrificio è legato a una leggenda locale, in particolare a un albero sotto il quale il Diavolo si farebbe trovare per giocare a carte…

Cinque le birre prodotte.

Ghrian Golden Ale: chiara molto luppolata; Dark Nirvana: una cascadian ale (o Black IPA), dedicata al gruppo di Kurt Cobain, originario proprio di Carrickmore; Red Earl Ruby Ale: “classica” rossa irlandese (l’abbiamo assaggiata, niente male!); Seven Sisters Treacle Oat Stout: l’aggiunta della melassa dà corpo e aroma.

Per finire una collaboration beer: la Crann (albero in Irlandese), stagionale: una Winter Ale d’ispirazione belga, prodotta in collaborazione con il microbirrificio Inish Mac Saint.

Clever Man (Drew Fox Brewing Company)

birre artigianali irlandesi clever manDalla contea di Wexford un altro birrificio recentissimo – del 2010 – frutto dell’esperienza americana di un publican dublinese che ha lavorato a Chicago e sposato la moglie texana prima di tornare in Irlanda con lei e fondare la Drew Fox.

Un tratto statunitense lo si nota nella aggressività sul fronte marketing (si dà una linea ben definita e inconsueta alle etichette, si crea una storia per le birre prodotte, associate a quattro “irlandesi intelligenti”) e nella sperimentazione dei sapori, ma il risultato è, almeno per la scura che abbiamo assaggiato, ottimo.

Le birre a disposizione sono quattro: A Tractor Beer, una chiara Kolsch style; la Amber Ale 12 ft Under, la American Ale Little Willie Tank e appunto la Stout, Ejector Seat.

Il birrificio è visitabile su prenotazione.

Brehon Brewhouse

birre artigianali irlandesi brehonMicrobirrificio della contea di Monaghan, Brehon Brewhouse ricorda nel nome il sistema delle leggi celtiche.

Brehon Blonde la Pale Ale; Stony Grey una India Pale Ale indicata come particolarmente adatta in accompagnamento a dessert; Killanny Red la Red Ale; la Summer Ale è la chiara stagionale; la Shanco Dubh Porter la scura.

Il birrificio ha cambiato etichettatura, aggiungendo la parola Drumlin per accentuare la connessione con il territorio, citando appunto le colline – drumlin – di Monaghan.

Noi abbiamo assaggiato la rossa, non ci ha entusiasmato…

Galway Bay Brewery

birre artigianali irlandesi galway bayLa Galway Bay Brewery è stata fondata nel 2009.

Il birrificio si trova a Salthill, appena fuori Galway, la porta d’ingresso al Connemara.

Che dire delle birre della Galway Bay? Che tra quelle che abbiamo assaggiate non ce n’è neanche una che non sia di altissimo livello!

Bay Ale: la reintepretazione della classica rossa irlandese in una birra leggera, ottima sia da sola sia con carni, affettati, formaggi o salmone. Full Sail: Ipa “all’americana”. Of Foam and Fury: imperial double IPA, è stata giudicata la miglior birra irlandese nel 2014.

Eccezionali le due scure: la Stormy Port, una porter, e soprattutto la chocolate milk stout Buried at Sea, da provare, appunto, anche con del cioccolato.

Nella mappa abbiamo aggiunto i pub in cui è possibile trovarla, tra Galway e Dublino.

Kinnegar Brewing

birre artigianali irlandesi kinnegarCon Kinnegar andiamo nel lontano Donegal, e ne vale assolutamente la pena.

Sei le birre all’attivo: Yannaroddy Porter, Devil’s Backbone Red Ale, Limeburner Pale Ale, Otway American Pale Ale, Scraggy Bay India Pale Ale, Rustbucket Rye (segale) Ale.

Abbiamo assaggiato di persona sia la Yannaroddy sia la Devil’s Backbone, e anche la inusuale Rustbucket con malto derivante dalla segale.

Tutte birre equilibrate e interessanti.

Le birre Kinnegar sono tutte non filtrate e non pastorizzate.

Kenmare Brewing Company

birre artigianali irlandesi kenmareLa Kenmare ha sede nel villaggio omonimo della contea di Kerry, ma la produzione è presso la Little Island Brewing Company di Ballytrasa, Little Island, Contea di Cork (niente a che vedere con l’omonimo birrificio di Singapore…).

Non manca la “sacra triade”: Irish Porter, Irish Red Ale, Irish Pale Ale. Più avanti sono aggiunte la India Pale Ale e una Irish Lager gluten free.

Se Kenmare vanta la migliore… squadra di Quidditch (nell’universo di Harry Potter, s’intende: i Kenmare Kestrels) la Kenmare Irish Red Ale che abbiamo assaggiato non ci ha entusiasmato: decisamente poco corpo.

Jack Cody’s

birre artigianali irlandesi jack cody'sJack Cody’s, birrificio artigianale di Drogheda, a nord di Dublino, si presenta con la classica triade scura / rossa / chiara.

L’impostazione, però, è più moderna, con un occhio ai birrifici più sperimentali, pur nella reinterpretazione dei classici: una Stout (Blackjack Drogheda Cream Stout), una Pilsner (Jack Cody’s Puck Pilsner), una Ale (Smiggy Amber Ale).

Abbiamo assaggiato la Stout, ci ha fatto una buona impressione e rappresenta un tentativo – riuscito a nostro parere – appunto di reinterpretazione del classico irlandese per eccellenza, la Stout stessa, in chiave contemporanea.

Birre artigianali irlandesi: la prima ondata

Porterhouse

La realtà più importante e consolidata (e, tra l’altro, più orientata come politica di marketing a presentarsi come veramente irlandese per ingredienti e proprietà rispetto alla Guinness) in questo senso è la Portherhouse.

Nata nel 1989 a Bray, County Wicklow, come birrificio, attualmente Porterhouse vanta quattro [tre dal 2016] brewpub in Irlanda (tre a Dublino oltre quello storico di Bray che è anche ristorante e guesthouse) oltre quelli di Londra e New York.

[Aggiornamento 2016: Porterhouse ha lasciato uno dei tre pub dublinesi, quello della Northside in zona Phibsboro – Glasnevin]

La produzione è diversificata tra tre tipi di stout, quattro ale e tre lager, a cui si aggiungono una stagionale ospite da un altro birrificio artigianale a rotazione (in questo momento la Freak Out!, una black lager boema) e a spot delle limited edition.

Rimanendo sulle stout la Oyster, dal caratteristico sapore pungente, vanta tra i suoi ingredienti anche, appunto, le ostriche, mentre la Wrasslers XXXX, da ricetta originale dei primi del ‘900 (è definita la birra preferita – a suo tempo – da Michael Collins), è una di quelle birre strutturatissime che o amerete o odierete senza possibilità di mezze misure.

La Oyster è reperibile in Italia anche alla spina.


Carlow Brewing Company

birre artigianali irlandesi ohara limited editionLa Carlow Brewing Company invece è nata nel 1996 e commercializza varie birre sotto l’etichetta O’Hara, oltre la Curim, una chiara che nel 2002 è risultata tra le migliori dieci birre al mondo.

La O’Hara Leann Folláin è una stout di quelle toste.

La Irish Stout e la Irish Red sono la risposta alla Guinness e alla Smithwick’s: le abbiamo assaggiate solo in bottiglia, ma già così la qualità risulta veramente molto buona.

Il totale di etichette a disposizione è di sei, anche in questo caso con l’aggiunta di qualche limited edition di tanto in tanto.

E, tra le limited, abbiamo avuto la fortuna di mettere le mani sulla Leann Folláin Irish Stout Barrel Aged Series: edizione limitata con bottiglie numerate.

La già pregevole Leann Folláin si è fatta, per l’occasione, un riposino di novanta giorni in botti di Irish whiskey, così da ottenere ancora più corpo…

Il birrificio della Carlow Brewing Company  è visitabile.

Whitewater Brewery

Nasce nel 1996 anche la Whitewater Brewery, con cui “sconfiniamo”, visto che si tratta di un birrificio nord-irlandese.

Le birre a disposizione sono molte: ben quattordici, e noi abbiamo avuto la possibilità di assaggiare in bottiglia la Belfast Black (ovviamente stout: un po’ troppo gassata…) e la Clotworthy Dobbin, una rossa di tutto rispetto.

Il “Covo” della Whitewater è la The White Horse Inn, a Saintfield.

Eight-Degrees-Brewing

Eight Degrees Brewing

Eight Degrees Brewing è un birrificio irlandese sui generis: i suoi fondatori infatti sono un neozelandese e un australiano, che hanno dato vita al progetto a partire dal 2010.

Le birre in produzione sono tre, una ale una rossa e una scura, mentre le prime due limited non sono più disponibili.

Le birre di Eight Degrees Brewing sono disponibili online e pian piano si stanno facendo strada nei pub irlandesi.

Biddy Early

E nel nostro giro abbiamo lasciato per ultima una leggenda: la Biddy Early

Anzi, due leggende, perché già il nome del birrificio è tutto un programma: Biddy era una, per l’appunto, leggendaria santona – strega – guaritrice delle campagne di Limerick, attiva nel XIX Secolo.

Il birrificio è, o meglio era, purtroppo, di Inagh, nella contea di Clare.

Il sito non è accessibile e le ultime notizie risalgono al 2008, qua e là si legge di un prossimo ritorno…

Quel che possiamo dirvi è che la stout Biddy Early, bevuta nel 2004 al Mac Diarmada’s di Doolin, ce la ricordiamo come la migliore scura che ci sia mai capitata sul palato!

E voi che ci raccontate delle VOSTRE avventure legate alle birre irlandesi? E non dimenticate di aiutarci a mappare gli Irish Pub in Italia!

Ancora birre irlandesi: aggiornamento aprile 2013

Birre Irlandesi: Dungarvan Brewing Company

Dungarvan Brewing Company

Questo post è estremamente popolare, quindi è nostro dovere tenerlo aggiornatissimo!

Non avevamo ancora parlato delle birre Dungarvan, della Dungarvan Brewing Company.

Il birrificio è nato tre anni fa e presenta sei diverse birre: Black Rock Irish Stout, Helvick Gold Irish Blonde Ale, Copper Coast Irish Red Ale, Mahon Falls Rye Pale Ale, Comeragh Challenger Bitter, Coffee and Oatmeal Stout.

Il birrificio è visitabile su appuntamento, QUI trovate i contatti.

Baile Brew

L’ultimissima novità è costituita da Baile Brew: il sito non è ancora ultimato e le birre non sono ancora distribuite. Ma non temete: vi faremo sapere! ;-)

Birre Irlandesi: Baile Brew

Dingle Brewing company

Dingle è famosa soprattutto per il suo delfino “residente”, Fungi, ma anche con le birre non si scherza! La Dingle Brewing Company.

La sua Lager si chiama Tom Crean, dal nome dell’eroico esploratore antartico che, quando smise di affrontare i ghiacci, aprì con la moglie il pub South Pole Inn ad Annascaul.

Tom Crean's

La Dingle Brewing Company ha un interessante meccanismo di crowd funding: in pratica è possibile acquistare quote di partecipazione alla proprietà del birrificio.

E se state leggendo un post del genere, non diteci che non vorreste anche voi essere ricordati come benefattori di un birrificio con una targa di platino… ;-)

Metalman Brewing Co.

Metalman Brewing

A Waterford, questo birrifico prende il nome dalle strutture costruite nel 1823 per allertare i naviganti davanti alle pericolose acque di Tramore.

La birra di punta della Metalman Brewing Co. è la Metalman Pale Ale, con interessanti birre “sperimentali” a rotazione.

Loading
Centra mappa
Traffico
In bicicletta
Trasporti
Google MapsOttieni i Percorsi

La reazione dei birrifici industriali

Con una fioritura così florida, e così veloce, di birrifici artigianali in Irlanda, neppure i grandi vecchi colossi si sono potuti permettere di ignorare la situazione.

Sia la Guinness sia la Smithwick’s (e quindi il colosso Diageo che è dietro a entrambi i marchi) hanno affiancato alla produzione classica delle etichette un po’ più “sperimentali”, con il chiaro intento di andare a intercettare chi, volendo sperimentare qualcosa di nuovo, rimanesse comunque “attaccato alla maglia”, al marchio.

Smithwick’s: bionda, stagionali

birre artigianali irlandesi smithwicksA febbraio 2015 la Smithwick’s ha annunciato, come parte del Diageo Ireland’s Brewmaster Product Range, la nascita della Smithwick’s Blonde.

Una “rivoluzione” e un esempio di quel rinnovamento nella continuità a cui accennavamo sopra: etichetta storica, ma produzione innovativa che strizza l’occhio alle caratteristiche delle birre artigianali, per “filosofia” della produzione (birre stagionali, o comunque in edizione limitata) e per scelta delle materie prime (la famigerata invasione dei luppoli più o meno esotici…).

Inoltre, sono disponibili, ovviamente a rotazione, le stagionali: la Long Summer Ale, una chiara che vuole andare a intercettare il pubblico di lager e Pale ale; e la Smithwick’s Winter Spirit, una brown ale.

Le altre Guinness e il The Brewers Project

birre artigianali irlandesi guinnessE che il mercato della birra irlandese fosse stato messo in subbuglio dall’esplosione delle artigianali lo dimostra la grandissima attenzione dedicata dalla Guinness.

Una vera e propria rivoluzione che va sotto il nome di The Brewers Project.

La Guinness Storehouse è l’attrazione più visitata d’Irlanda, ma adesso della Storehouse fa parte anche la Open Gate Brewery, che Guinness stessa definisce il proprio birrificio sperimentale.

Tra gli “esperimenti” addirittura due chiare! La Guinness Hop House 13, una golden amber lager (che si trova anche alla spina in moltissimi pub e sta avendo molto successo), e la Guinness Golden Ale, prodotta dal 2015, leggera e beverina.

Ben due scure si sono affiancate alla classica, leggendaria Guinness: la Guinness Dublin Porter e la Guinness West Indies Porter. È possibile, anche se non facilissimo, trovarle anche alla spina, a Dublino.

Queste due birre si ispirano a ricette degli archivi storici di St James’ Gate, rispettivamente del 1796 e del 1801. Il risultato?

Non rimpiangerete la “vecchia” Guinness: anzi…


 

Ricapitolando (In ordine di apparizione sul post)

Birrificio – BirraLocalitàFacebookTwitter
PortherhouseDublinoPorterhouse Central
Carlow Brewing CompanyCarlowO’Hara’s Irish Stouts and Ales
Whitewater BreweryKilkeelWhitewater Brewing Company @Whitewaterbeer
Eight Degrees BrewingMitchelstownEight Degrees Brewing@8degreesbrewing
Biddy EarlyInagh
Dungarvan Brewing CompanyDungarvanDungarvan Brewing Company@dungarvanbrewco
Baile BrewClonmelDungarvan Brewing Company@BaileBrew
Dingle Brewing CompanyDingleDingle Brewing Company@DingleBrewingCo
Metalman Brewing Co.WaterfordMetalman Brewing@metalmanbrewing
Jack Cody’sLouthJack Cody’s@jackcodys
KenmareKerry / CorkKenmare Irish Beern/a
KinnegarDonegal@KinnegarBrewingn/a
Galway Bay BreweryGalwayGalway Bay Brewery@galwaybeer
Brehon BrewhouseMonaghanBrehon Brewhousen/a
Drew Fox Brewing Company (Clever Man)Wexfordclevermanbeer@clevermanbeer
Pokertree Brewing CompanyTyronePokertree@PokerTreeBrew
Kelly’s Mountains BrewKildareKelly’s Mountains Brew@kellysmountain
Mc Gargle’s Irish Family BrewersKildareMc Gargle’s@themcgargles

Non solo birre irlandesi!

Non dimenticate poi che l’Irlanda non significa solo birra…

ItalishMagazine è un ottimo punto di partenza per conoscerla meglio, per raccontarla insieme, per imparare ad apprezzarne la letteratura, il cinema, il teatro, l’arte e la musica, per trovare suggerimenti su viaggi e itinerari, o magari qualche ricetta tipica o notizie sullo sport!

Risorse online sulle birre Irlandesi

  • Beoir (@BeoirOrg): associazione di consumatori per la sensibilizzazione verso i microbirrifici irlandesi;
  • The Beer Club (@thebeerclub_ie): shop online specializzato in birre artigianali.

Come dite?

Troppa birra?

Che ne dite allora di un po’ di , sempre rigorosamente irlandese (in English too)?

About QRob

Massimiliano "Q-ROB" Roveri writes on and about Internet since 1997. A philosopher lent to the IT world blogs, shares (and teaches how to blog and share) between Ireland and Italy.

Check Also

Saint Patrick Day 2017: Mettici la faccia su Instagram!

Se San Patrizio ha evangelizzato l’Irlanda nel V secolo, oggi l’Irlanda ha diffuso la festa …